Il Tirreno

«Sentirsi a casa dentro la Solvay Il modello-Ernest da rilanciare»

«Sentirsi a casa dentro la Solvay Il modello-Ernest da rilanciare»

La campagna elettorale. La candidata del centrodestra visita la fabbrica «Penso ad uno stabilimento che fa ricerca in rete con il territorio» 

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LA CURIOSITà

Donatella Di Dio è nata e cresciuta all’”ombra delle ciminiere”. In questi giorni ha destato molta curiosità un suo post su Facebook in cui racconta una recente visita alla direzione dello stabilimento Solvay col coordinatore provinciale di Forza Italia Paolo Barabino e la candidata della Lega in consiglio a Livorno Costanza Vaccaro. Il titolo del post è emblematico: “Sentirsi a casa nella direzione Solvay”. «Entrare nell’immobile della direzione - scrive Di Dio - un imponente edificio risalente ai primi anni del 900, ovviamente in “Stile Solvay” con i tipici mattoncini a vista, caratterizzato da ampi e luminosi locali interni, con i soffitti altissimi, mi ha dato l’impressione di essere tornata bambina. Mi sono sentita emozionata e nostalgica allo stesso tempo ricordando quelle occasioni in cui da ragazzina, al fianco di mio padre, entravo in “stabilimento” per la consueta visita guidata che si teneva in occasione dell’evento “Porte aperte alla Solvay”. «Oggi vi sono entrata come candidata sindaco. Ma a la sensazione è stata la stessa: come se entrassi a casa. E questo perché con il nome Solvay si chiamavano la scuola materna e le scuole elementari che ho frequentato da bambina; Solvay si chiama il Circolo Canottieri dove ho trascorso le mie vacanze estive, dove ho giocato a tennis e dove sono andata in barca a vela. Solvay era il nome della colonia dove trascorrevo bimbetta delle settimane estive indimenticabili; Solvay era l’ospedale. E ancora: Solvay era il teatro dove da bambina, al termine di una bellissima proiezione, ricevevo i regali in occasione del Natale. E tutto questo perché Ernest Solvay, uomo di grande cultura e filantropo, questo aveva ideato e soprattutto aveva realizzato per i propri dipendenti». Dopo aver sottolineato l’importanza dell’industria chimica e la ricerca che viene fatta nel parco industriale Solvay, la candidata del centrodestra conclude: «Rosignano ha la grande opportunità di diventare un modello di integrazione virtuosa tra un grande insediamento industriale e ciò che lo circonda. Il modello di Ernest Solvay deve essere rilanciato. Niente deve essere escluso: lavoro, ambiente, cultura, sport. Con un unico scopo, lo sviluppo ed il benessere di tutti». —

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