Toscana
Nel processo in classe lo stalker è l’ex fidanzato «Così abbiamo imparato come funziona la legge»
Gli studenti delle quinte A e B dell’istituto Carlo Cattaneo hanno simulato due casi aiutati dai docenti e da tre veri avvocati
il racconto
Michele Falorni
Ginevra Daretti, 5ª A, interpreta la fidanzata di Lorenzo Salvadori, suo compagno di classe, dal quale poi si lascia perché iniziano i problemi. Nel corso del tempo trova un altro compagno e, da qui, la vicenda prende un’altra piega: gelosia e appostamenti sotto casa, senza dimenticare i continui messaggi sul telefonino. È questo il primo copione del progetto “In nome della legge” al quale hanno partecipato le quinte A e B indirizzo amministrazione, finanza e marketing dell’istituto Carlo Cattaneo di Cecina. «È stata un’esperienza interessante – spiega Ginevra – perché abbiamo visto come si svolge davvero un processo. Le domande dell’avvocato Nando Bartolomei (vero penalista e presidente della Camera penale ndr), il difensore del mio primo fidanzato divenuto stalker, mi hanno creato difficoltà e messa alla prova. Ho però risposto in modo corretto».
La sentenza: dodici mesi di reclusione ridotti a nove più il risarcimento delle spese processuali. «Ragionando – prosegue Ginevra – sulle conclusioni, ho apprezzato come attraverso la pena esista la giustizia». Per Lorenzo, imputato di molestie nei confronti della ex fidanzata, il punto di vista è diverso, ma comunque costruttivo. «Con l’avvocato Bartolomei – racconta – mi sono incontrato anche in precedenza per studiare una via di uscita e ascoltare le sue spiegazioni relative ai capi di imputazione e a quanto prevedono i codici. Ho parlato per ultimo, dopo i testimoni, ed ero emozionato. Dalla vicenda, ho capito come non bisogna comportarsi di fronte a certe situazioni. Al momento in cui ho preso la parola, ho cercato tranquillità».
I processi simulati, in realtà, sono stati due, perché pochi giorni prima di questo ne è stato organizzato uno con protagonisti i ragazzi della 5ª B. La storia è simile, sebbene cambino i luoghi. Kristina Pashja è la studentessa che ha subìto le molestie, con lesioni psicologiche e fisiche e prognosi di dieci giorni. Il primo fidanzato è Riccardo Pedroni, che lei lascia a causa delle gelosie prima di incontrare un altro ragazzo che lui non sopporta. «Bella esperienza – afferma – studiare sui libri è ben diverso dalla realtà. Mi hanno rivolto domande su domande, alle quali ho dovuto rispondere con cognizione di causa. All’avvocato ho dato la mia versione dei fatti scegliendo con cura le parole. Alla fine è stata una rivincita, anche se un periodo così secondo me si riflette un pochino su tutti gli aspetti della vita di una persona». Sentenza: 12 mesi di reclusione ridotti a nove a Pedroni oltre al pagamento delle spese. La capacità dei ragazzi di calarsi nella parte è stata una delle mosse vincenti. Da chi ha seguito le operazioni in aula, nella sede del professionale Marco Polo in via Montesanto, agli imputati e agli insegnanti, tutti hanno speso le proprie conoscenze per rendere realistica la trama dopo avere analizzato nel tempo i casi di cronaca.
Agli studenti, pronti per la maturità la prova accresce il bagaglio di conoscenza e servirà all’orale, in quanto le interrogazioni punteranno sull’alternanza tra scuola e lavoro, cittadinanza e Costituzione. Gli avvocati hanno partecipato gratuitamente, oltre a Bartolomei erano presenti Caterina Tamburini e Veronica Paoletti, che hanno indossato la toga e iniziato le procedure. «Il punto di partenza – conclude la professoressa Elisabetta Rossi – è sensibilizzare le classi sulla violenza di genere nell’ambito del diritto insegnato in classe. Abbiamo visto anche due film: Gran Torino e Il caso Thomas Craford, per comprendere i meccanismi che si innescano davanti alla legge». —
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