Sicurezza
«Questo è il salotto della costa», la seconda vita del Cala de’ Medici
In fase di rinnovamento le attività all’interno del borgo, i 33 fondi ospitano 26 negozi
ROSIGNANO. «Sono qui da pochi giorni ma ho già visto che la presenza di diportisti è forte, credo che per chi ha una attività questo tipo di turismo sia una risorsa che andrebbe sfruttata». È Daniela Gamberucci, che ha inaugurato da poco il suo ristorante Land’ho al primo piano del Cala de’ Medici, a spiegare in poche parole la filosofia alla base della rinascita del borgo commerciale del porto di Rosignano. Con il marito Gabriele Rosini ha trasferito al Cala de’ Medici competenze e staff dello storico ristorante La Banchisa, da diciotto anni sul lungomare Monte alla Rena. «Dopo tutti questi anni - dice Gamberucci - avevo voglia di cambiare. Se questo lavoro lo fai con passione è giusto rimettersi in gioco, e poi noi lavoravamo con il porto anche prima, anzi già dalle fasi di costruzione le imprese venivano a mangiare alla Banchisa». Ecco che l’imprenditrice ha deciso di scommettere sul Cala de’ Medici, restando aperta tutti i giorni dalle 10 alle una di notte, anche in inverno. «Credo che il porto - termina - potrebbe diventare il salotto buono della zona, con la presenza di tanti diportisti durante tutto l’anno e con i cittadini che arrivano soprattutto nei fine settimana e quando vengono organizzati eventi».
Soddisfatto del nuovo corso della struttura, che conta 33 fondi catastali occupati da 26 attività commerciali, l’amministratore e direttore Matteo Italo Ratti. Tra l’altro proprio lui, nei prossimi giorni, inaugurerà al piano terreno sul versante sud il negozio Yachtingbond: «Un progetto pilota di vendita di abbigliamento nautico personalizzabile, successivamente anche on line grazie a un accordo con Amazon, che potrebbe essere replicato nei porti di eccellenza. Mi sembrava giusto essere il primo a mostrare concretamente di credere nel rilancio commerciale del porto».
«I fondi del gruppo Teseco affidati al Marina Cala de’ Medici - spiega Ratti - sono stati tutti affittati e anche i crediti precedenti sono stati recuperati. L’obiettivo è quello di ricreare una vita commerciale al porto, dedicandoci ai soci diportisti che sono una risorsa anche per i negozianti, e ai cittadini e turisti che vengono dall’esterno». Intanto il progetto sarebbe quello di uniformare gli orari di apertura delle attività commerciali del borgo, dove oltre al ristorante Land’ho hanno aperto una sede l’Aibes (associazione barman e sostenitori) e il negozio di abbigliamento Cataleya, al piano terra. Proprio la titolare di questo negozio, Linda Bernardini, sottolinea che «il progetto per questa struttura è importante e spero che funzioni. Ci vuole un occhio di riguardo per i diportisti e allo stesso tempo l’accoglienza per i cittadini. Mi sono resa conto che se i negozi sono aperti e vengono organizzati eventi la gente viene, e il porto si riempie». —
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