Finanza
Il processo si celebra in classe
Cecina. Il Cattaneo diventa un’aula giudiziaria: tre avvocati sostengono accusa e difesa. Gli studenti delle quinte simulano una storie di moleste fra adolescenti
CECINA. Per conoscere i meccanismi del processo penale e le sue conseguenze, gli studenti delle quinte A e B dell’istituto Carlo Cattaneo a indirizzo amministrazione, finanza e marketing hanno organizzato una prova simulata in classe. La prima nella provincia di Livorno.
Nella sede di via Montesanto, ovvero nelle aule del Marco Polo, gli avvocati – veri – hanno interrogato e ascoltato i protagonisti di un caso di stalking, con il molestatore accusato, la presunta vittima, i testimoni e il pubblico ministero. L’idea, sviluppata durante l’anno con le professoresse di diritto, è stata sempre seguita dai ragazzi che hanno scelto un argomento di attualità non prima di avere discusso con gli insegnanti il problema, sempre più frequente, delle violenze sulle donne.
Nando Bartolomei, Caterina Tamburini e Veronica Paoletti, indossata la toga, hanno iniziato la procedura come se l’episodio fosse vero, anche perché i protagonisti lo hanno ambientato a Cecina, tra bar e locali, amici e serate in compagnia, da dove la vicenda inizia con due adolescenti che si conoscono e si fidanzano, ma superato l’idillio litigano. Trovarsi di fronte alla scritta “La legge è uguale per tutti”, appesa sulla parete, è servito a riflettere. Chi si è seduto tra il pubblico, durante le varie fasi, ha ascoltato con attenzione, comprendendo come una semplice storia d’amore spesso si complichi e porti a conseguenze non previste né piacevoli.
«La simulazione – spiega la professoressa di diritto Elisabetta Rossi – serve a responsabilizzare gli studenti, rendendoli coscienti delle loro azioni. Nei mesi scorsi abbiamo approfondito le molestie con lezioni specifiche durante le ore di diritto, analizzando inoltre la violenza sulle donne. Argomenti con cui ci confrontiamo tutti i giorni”. In aula non sono mancati riferimenti ai messaggi scritti con il telefono e attraverso le reti sociali. Due strumenti utilizzati di continuo dagli adolescenti e dagli adulti. Assistere alle dichiarazioni dell’imputato, della vittima e dei testimoni di entrambe le parti, molto concentrati, è stata un’esperienza non comune. Bartolomei ha difeso l’imputato e Paoletti la vittima, mentre Tamburini è stata il pubblico ministero, accettando volentieri e gratis la proposta dell’istituto. A curare il progetto, le insegnanti Donatella Aldiccioni, Anna Maria Boncompagni e appunto Rossi. «L’educazione alla legalità e la responsabilità penale» è uno degli argomenti su cui il Cattaneo punta per conoscere la giustizia e avvicinare i giovani alle istituzioni per accrescerne la capacità personale di riconoscere e contrastare episodi di prevaricazione e violenza. Promuovendo allo stesso tempo la cultura della legalità, il rispetto delle regole del vivere civile e la formazione di una coscienza critica assumendosi le proprie responsabilità. La costruzione della trama, ricca di particolari significativi, è stata perfetta fino alla sentenza.
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