La manifestazione
«Evitiamo lo sfratto ad Arnaboldi Ha diritto ad essere risarcito»
Lippi scrive a prefetto, questore, Conte, tre ministri e all’Anas sul caso del pensionato espropriato ingiustamente dopo aver vinto le cause
L’appello
Questa la lettera che il sindaco di Cecina ha scritto a Prefetto, Questore, Presidente del Consiglio, ministri della Giustizia, degli Interni e dei Trasporti e all’Anas sul caso di Franco Arnaboldi il pensionato che rischia di perdere la casa dopo una battaglia legale peraltro vinta.
Franco Arnaboldi, cittadino cecinese il 7 maggio dovrà lasciare la propria abitazione a seguito dell’esecuzione di un ordine di sfratto. L’esecuzione dello sfratto non è altro che l’ultimo atto di una vicenda giudiziaria che lo ha visto protagonista per molti anni, fino a divenire “vittima” di quella stessa giustizia a cui si era rivolto per essere difeso e tutelato. Franco Arnaboldi aveva scelto la nostra Cecina per vivere e lavorare, voleva dedicarsi all’agricoltura, voleva far crescere l’azienda che aveva acquistato con i sacrifici di una vita. Da un giorno all’altro, però, si è visto portare via tutto ciò che aveva. Per consentire la costruzione del nuovo tracciato della “superstrada”, Anas – più precisamente la società esecutrice dei lavori per conto di Anas stessa – ha occupato parte dei terreni, tagliando di fatto in due la proprietà, con evidenti ripercussioni sulla produttività della stessa. Il sig. Arnaboldi non ha subito passivamente, ha cercato di opporsi a quello che riteneva un sopruso. Ha impugnato l’espropriazione, rivelatasi oltretutto illegittima in quanto mancava il decreto di esproprio. Ha presentato ricorso al progetto. Ed ha sempre vinto, in ogni grado di giudizio, tanto che gli è stato riconosciuto in via definitiva un diritto al risarcimento di circa 500.000 euro oltre interessi, che la società che operava per conto di Anas avrebbe dovuto corrispondergli. Tuttavia i costi sostenuti per veder riconosciuta la legittimità delle sue ragioni, sono stati troppo alti, al punto di perdere tutto, anche la casa in cui vive, a causa dell’esecuzione della procedura avviata perché non aveva pagato le spese di giustizia. Come Sindaco del Comune di Cecina, vi chiedo di valutare la possibilità di intraprendere ogni iniziativa utile per dare nuova speranza e fiducia nelle istituzioni al sig. Arnaboldi, consentendogli al momento di rimanere nella propria abitazione, salvo poi individuare una diversa soluzione per dar corso all’esecuzione dell’ordine di sfratto. Da parte nostra, nel caso non fosse in alcun modo possibile il permanere nell’abitazione, ci attiveremo per aiutare il sig. Arnaboldi a ricercare una soluzione alternativa. In ogni caso la cosa prioritaria è che Arnaboldi riceva il prima possibile il risarcimento che gli è dovuto, a cui ha diritto e che aspetta da troppo tempo. Nel mese di marzo, nella vicenda, si è aggiunta anche una sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha dato nuovamente ragione al sig. Arnaboldi e che ha condannato l’Italia a risarcirlo. Chiedo pertanto al sig. Prefetto ed al Questore, previa la temporanea sospensione dell’esecuzione, un incontro, in cui poter valutare ogni utile iniziativa, nonché ai competenti Ministeri ed Anas di attivarsi affinché sia corrisposto in tempi rapidi il risarcimento dovuto. Resto in attesa delle vs. decisioni, evidenziandone l’estrema urgenza.
Samuele Lippi
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