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imprenditrice di riparbella 

Un errore chirurgico le fa cambiare la voce L’ospedale la risarcisce

Pietro Barghigiani;
Un errore chirurgico le fa cambiare la voce L’ospedale la risarcisce

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PISA. Quella che doveva essere una banale rimozione di una cisti all’altezza del mento alla fine si è trasformata in una serie di lesioni che hanno reso afona la paziente per almeno tre mesi. E con un danno permanente alle corde vocali. Ora la sua voce è diversa e più vulnerabile a infezioni e cali di temperatura.

È il calvario che una giovane commerciante di Riparbella (omettiamo le generalità per l’aspetto sanitario della vicenda, ndr) ha dovuto affrontare dal settembre 2016. Un errore durante l’intervento che l’ospedale ha quantificato, per evitare contenziosi, in 65mila euro. Soldi versati per evitare derive penali e civili.

La giovane, assistita dall’avvocato Simone Cagnetta, pochi giorni dopo l’operazione eseguita al Santa Chiara che da routinaria diventò un piccolo dramma per la paziente, scrisse all’Aoup raccontando l’esito dell’operazione e ventilando la volontà di chiedere i danni.

In parallelo venne anche presentata una denuncia per lesioni colpose nei confronti del chirurgo. Il medico è stato rinviato a giudizio, ma nel corso della prossima udienza con la remissione della querela la sua posizione sarà definita con una sentenza di non doversi procedere.

Sul fronte della responsabilità civile, invece, la transazione tra ospedale e imprenditrice chiude anche quello spazio. Resta il danneggiamento alle corde vocali per la giovane rimasta traumatizzata da un’esperienza che nelle premesse le era stata rappresentata con un livello di rischio controllato.

«Quando qualcosa va storto si dice che capita un caso su un numero altissimo – esordisce la paziente –. Ecco, io sono stata quel caso. Dovevo togliermi una cisti in bocca. Una cosa semplice, almeno così mi avevano rassicurato. Roba di mezz’ora. L’operazione durò circa quattro ore. La mattina dopo il medico arrivò in stanza e mi disse che c’era stato un errore. Avevano reciso la corda vocale destra. Per tre mesi sono rimasta senza voce».

Il chirurgo poi querelato si offrì di ripetere l’intervento per raddrizzare una situazione deragliata.

La paziente rifiutò e per sistemare il danno si fece operare a Cesena.

Nel frattempo la richiesta danni era passata alla valutazione del giudice del Tribunale che con una consulenza affidata a uno specialista aveva definito il perimetro delle responsabilità in capo al chirurgo. «Non ho più la mia voce che è soggetta ad abbassamenti continui – conclude la commerciante –. Devo stare attenta a tutto. E pensare che doveva essere un intervento di pochi minuti». —

Pietro Barghigiani



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