Lutto
Sfida del gusto, gli studenti cucinano per gli insegnanti
La cena pasquale all'Alberghiero: il dolce premiato va alla sfida di Montecatini
Poche precise parole descrivono i piatti che lunedì 15 gli studenti dell’istituto alberghiero di Rosignano hanno proposto al personale della scuola, strappando consensi ai palati fini e a chi conosce il mondo della cucina. La Cena di Pasqua, chiusa dalla gara dei dolci, ha confermato che GustosaMente, il ristorante didattico della scuola, non è soltanto un esperimento riservato ai ragazzi. Dal giorno dell’inaugurazione, il 20 dicembre dell’anno scorso, «avete completato un ottimo quadrimestre, mantenendo alta la qualità ed impegnandovi a migliorare sempre», come ha detto la preside Daniela Tramontani nel suo saluto. GustaMente è un esperimento perfettamente riuscito, destinato a fare scuola nel settore degli istituti albeghieri.
Sì, perché ai fornelli studiano già piccole eccellenze. Il professor Domenico Reitano, che ha organizzato la serata insieme ai suoi collaboratori, ha unito storia, religione e didattica, invitando gli studenti – tutti, dall’accoglienza al bar, passando per la cucina – a creare e spiegare agli ospiti dopo l’aperitivo l’origine e gli ingredienti della torta pasqualina accompagnata dall’insalata pasqualina, delle crespelle primavera, dell’agnello arrosto alla pugliese con patate accostato ai carciofi alla giudia e, infine, della pastiera napoletana.
Non senza riferimenti precisi ai vini, degna cornice al quadro. Un menù ricco, equilibrato dalle giuste gradazioni alcoliche, affinché i sapori rimanessero persistenti. Alfred Sheshi, Gabriele Ramagli e Andrea Saccà hanno ottenuto 56 punti e mezzo e vinto la sfida dei dolci, complici le pere speziate con dacquoise alle castagne, una prelibatezza.
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Non da meno, però, il secondo piatto, una fondente di cioccolato toscano e olio extravergine di oliva, crema di riso e spuma di ricotta di pecora, che di punti ne ha totalizzati 51.
I campioni competeranno in maggio alle gare regionali di Montecatini Terme. Ad attenderli, sarà “Dulcis in primis”. Una soddisfazione non trascurabile, sebbene alla fine tutti abbiano vinto, poiché a scavare la differenza sono la passione e le competenze con cui gli studenti preparano il cibo. «Tradizione e storia sono il punto di partenza della cena – ha ricordato Reitano – nata dalla sinergia tra varie discipline, ossia religione, scienza dell’alimentazione, sala, cucina e accoglienza turistica». In giuria, con la dirigente, pure un pasticcere e uno chef. I tecnici della materia, che con attenzione hanno ascoltato le spiegazioni dei ragazzi di terza e quarta prima di esprimere la propria valutazione. «Una prova complessiva – ha concluso Tramontani – interessante anche per chi affronterà a giugno gli esami di Stato. Un’occasione per esporre in modo sapiente ciò che è stato studiato. Dico grazie a tutti i presenti per la disponibilità e la collaborazione sempre dimostrate».
Al brindisi finale con il passito di Pantelleria, strette di mano per come, dalla buonasera alla buonanotte, l’alberghiero ha gestito la cena. Un’iniziativa destinata a non rimanere isolata.
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