Il Tirreno

verso le elezioni: lo scontro 

Avvocato detective per vigilare su Fb, Pazzaglia contro Lippi: «Clima di censura»

Maria Meini
Una persona al lavoro con un computer portatile (foto d'archivio)
◗
Una persona al lavoro con un computer portatile (foto d'archivio)

Cecina: nel mirino un incarico esterno. Ma il sindaco replica: «Falsi democratici. Troppo fango sull’amministrazione»  

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Veleni sulla campagna elettorale cecinese. Al centro della bufera la determina numero 269 del 14 marzo scorso, con la quale la giunta guidata da Samuele Lippi affida ad un legale esterno l’incarico di vigilare “sui ripetuti attacchi all’amministrazione comunale sia sulla stampa che in particolare sui social, potenzialmente lesivi dell’immagine dell’ente”.

Federico Pazzaglia, candidato del centrodestra, attacca Samuele Lippi, sindaco uscente e candidato del centrosinistra: «È un tentativo di imbavagliare il dibattito. Si tratta di denaro pubblico – aggiunge Pazzaglia - che viene impiegato per sottoporre a controllo ciò che i cittadini cecinesi scrivono sui social e quel che affermano i giornalisti della stampa locale. A due mesi dalle elezioni è un atto molto grave che produce l’effetto di intimidire il libero dibattito cittadino e di imbavagliare il giornalismo. Un'operazione a tutela del candidato del Pd (in quanto sindaco in carica le figure coincidono), fatta pagare ai contribuenti».

Continua l’avvocato Pazzaglia: «Nella determina, che è un atto formale dell'ente pubblico, si argomenta a proposito del “buon nome dell'attuale amministrazione, impegnata, sin dal suo insediamento, ad assicurare trasparenza, legalità, buon funzionamento”. Non quindi semplicemente l'ente, ma proprio l'amministrazione Lippi, e proprio a 2 mesi dal voto». Lorenzo Gasperini, commissario cittadino della Lega, rincara la dose: «Lippi vuole reintrodurre il reato di lesa maestà. Chi osa criticare il buon nome dell'amministrazione Lippi, per citare il poeta premio Nobel polacco Milosz, avrà la “mano mozzata”».. La determina, decisa con una delibera di giunta, stanzia 6mila euro più Iva per un incarico affidato all’avvocato cecinese Emiliano Porri.

Lippi rimanda al mittente le accuse. «Stiano tranquilli questi falsi democratici- ribatte -: la determina, come è scritto chiaramente nel testo, nasce da una delibera di giunta del 5 marzo che alla luce di certe dichiarazioni offensive e diffamatorie uscite soprattuto su Facebook, ha ritenuto necessario approfondire ogni elemento per garantire la tutela dell’ente. E visto che all’interno del Comune non ci sono figure professionali in possesso delle necessarie iscrizioni all’albo, abbiamo deciso per un incarico esterno».

«Sono 6mila euro - aggiunge la responsabile dell’Ufficio Affari legali del Comune, Daniela Galluzzi - visto che non è prevista l’Iva. E come previsto dal Codice contratti fino a 40mila euro si procede per incarico diretto. Il Comune di Cecina affida molti incarichi legali». La decisione nasce da alcuni precedenti specifici, aggiunge Lippi. «Abbiamo presentato due esposti - afferma -: uno nel 2016 e il secondo nel marzo scorso, chiedendo al prefetto un parere sull’operato della consigliera Pamela Tovani, capogruppo di Cecina civica, in qualità di vicepresidente della 2ª Commissione consiliare in relazione alla vicenda porto, in cui abbiamo ravvisato l’utilizzo della commissione per finalità diverse da quelle proprie di un consigliere comunale, e su sue dichiarazioni diffamatorie sull’amministrazione. La prefettura ci ha darto ragione, in base a una sentenza del Consiglio di Stato: “Il consigliere comunale non può comunicare a terzi dati personali (in particolare dati sensibili) se non ricorrono le condizioni indicate nella normativa in materia di tutela alla riservatezza”».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web