Il Tirreno

Tutti in bici come nella Bella Epoque 350 persone alla Ciclostorica

Michele Falorni
Tutti in bici come nella Bella Epoque 350 persone alla Ciclostorica

Il meteo ha graziato la manifestazione che si è svolta a Bolgheri Tre percorsi fra sport, moda, turismo, la strada del vino  

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L’evento

Signore ingioiellate e sorridenti pedalano silenziose lungo il viale di Bolgheri, ammirando la maestosità dei cipressi che svetta sotto il cielo color inchiostro. È la mattina di ieri, domenica 14 aprile, e il gruppo dell’Elegante, uno dei tre percorsi della Ciclostorica L’Etrusca, è appena uscito dal borgo, tra bambini in festa e famiglie in tandem, signori con i baffi a manubrio e stranieri arrivati dal Pakistan. Percorrere le strade del centro storico e poi tagliare verso i sentieri di campagna costeggiando le scuderie dove un tempo si allenava Ribot, il cavallo più famoso del secolo scorso, significa immergersi nel turismo lento e pieno di luoghi ricchi di fascino. In cima alla fila, circa 60 persone in tutto, sorride Marusco Santochi, pisano classe 1937, appassionato di biciclette e conosciuto perché, nel 1959, strinse la mano a Fausto Coppi, il campionissimo. Indossa ancora la maglia di lana bianca e azzurra e, orgoglioso, tiene in tasca un album pieno di foto che raccontano gli anni del dopoguerra, i corridori con il basco in testa, le strade sterrate, la gente che seguiva il Giro d’Italia a un passo dagli eroi. Auto d’epoca scortano la pattuglia costeggiando campi pieni di fiori e percorrendo i 20 chilometri dell’itinerario solo con l’aiuto dei cartelli gialli e delle frecce nere, senza navigatori satellitari e calcolatori di bordo. Se l’appuntamento si è ritagliato un posto nel panorama non soltanto nazionale delle gare storiche, il merito è dell’associazione Una presieduta da Giacomo Becherini, sostenuto nell’organizzazione dal responsabile delle iscrizioni Giacomo Bigazzi, della comunicazione Antonio Ficai, del settore tecnico e delle collaborazioni con le aziende Enrico Caracciolo e dalla guida Francesco Bigazzi.

Al centro civico di Bolgheri, dove la squadra ha lavorato senza sosta, gli iscritti sono stati 350, compresi quelli dell’uscita al tramonto di sabato 13. Ieri mattina alle nove, oltre all’Elegante, gli appassionati hanno puntato sul Buongustaio (58 chilometri) e l’Etrusco (112), raggiungendo la riserva naturale di Caselli dopo avere attraversato la macchia della Magona, la foresta di Monterufoli e i tornanti del Diavolo a Micciano. Difficoltà diverse, studiate per chi vive la bici come passione e missione. “Mi piace la Toscana, il vino e il formaggio”, racconta Daud Khan, pakistano residente a Roma da trent’anni, innamorato dell’Italia e del suo paesaggio. E’ arrivato con la fidanzata, fiorentina, per godersi il fine settimana. Indossa un cappello blu a falde larghe, un papillon amaranto sopra alla camicia bianca e un giubbotto di pelle: saluta e sorride sempre, invitando i compagni di viaggio a scattare una foto ricordo. All’ora di pranzo uno scroscio d’acqua accoglie i ciclisti al rientro in paese. Ad attenderli ci sono primi caldi e un bicchiere di vino, che le imprese vitivinicole hanno offerto anche nei punti di ristoro. Arrivederci al 2020, gridano felici, con altri quattro percorsi. —

Michele Falorni

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