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la condanna del pd 

«La campagna d’odio ha colpito anche il sindaco Lippi»

«La campagna d’odio ha colpito anche il sindaco Lippi»

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CECINA. «La panchina rossa è un simbolo di tutti, perché la violenza di genere colpisce tutti, al di là delle idee e dell’appartenenza politica». L’Unione comunale del Partito democratico condanna l’atto vandalico sulla panchina rossa di piazza Gramsci dedicata alle donne, contro la violenza di genere e il femminicidio, definendolo «uno sfregio ingiustificabile: con quel gesto - si legge in un comunicato della direzione Pd - sono state colpite innanzitutto le donne vittime di violenza, e il femminicidio non ha appartenenza o colore politico, sono vittime incolpevoli e basta, e con quello sfregio gli autori hanno mostrato tutta la loro piccolezza e mediocrità, tant’è che le donne del Pd riposizioneranno la targa, perché non si faranno fermare da idioti affetti da una crudele insensibilità». Per il Pd cecinese questo atto è doppiamente aggressivo se legato «alle intimidazioni rivolte al candidato sindaco Samuele Lippi». Il riferimento va ai social, in cui si legge molta istigazione all’odio: negli ultimi giorni qualcuno ha pubblicato la foto della casa del sindaco, non considerando che lì vivono due bambini che hanno il diritto sacrosanto di non essere toccati nella loro tranquillità familiare, è stato violato il profilo Fb di Lippi, e una donna ha scritto un post dicendo che il sindaco andava appeso per i piedi: ci auguriamo che la sua ignoranza non le abbia fatto comprendere la gravità di ciò che ha scritto e cosa evoca quell’immagine. Tutto questo, anche se è molto pesante, non ci fermerà, nella convinzione che le idee e le proposte serie saranno la nostra carta vincente». —

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