Il Tirreno

la storia 

«Ci opporremo allo sfratto e vogliamo il risarcimento»

Maria Meini
«Ci opporremo allo sfratto e vogliamo il risarcimento»

Le avvocate di Franco Arnaboldi non si arrendono e chiedono la revisione del procedimento. Intanto il caso dell’imprenditore finisce su tutte le tv

3 MINUTI DI LETTURA







È finita su tutte le tv - dai tg Mediaset a Rai 1 che lo vuole alla Vita in diretta - la storia di Franco Arnaboldi, l’imprenditore di 78 anni che rischia di trovarsi in mezzo a una strada per un’incredibile vicenda giudiziaria. Le sue avvocate, Jessica Sartini e Caterina Farinelli, non si arrendono. All’indomani dell’ennesimo rinvio dell’esecuzione dello sfratto, promettono ancora battaglia. «Ci sono diversi aspetti - dicono Sartini e Farinelli - che devono essere chiariti. È nostra intenzione presentare opposizione all’esecuzione e chiedere il risarcimento del danno al tribunale e quindi allo Stato». L’opposizione si basa sul fatto che quando è stata decisa l’esecutività dello sfratto era in corso un’indagine (tuttora aperta) della procura di Livorno a seguito della denuncia presentata da Arnaboldi contro un perito in base all’art. 64 del Codice di procedura civile (responsabilità del consulente nell’esercizio dell’incarico). «Il Gip - spiegano le due avvocate - ha portato avanti la denuncia decidendo di proseguire le indagini. Il precedente difensore presentò opposizione al giudice dell’esecuzione chiedendo di sospendere l’esecuzione proprio perché c’era un’indagine in corso. Il giudice decise però di respingere l’opposizione: era il 17 luglio del 2018, il 20 emise il decreto per l’aggiudicazione del bene. Tra l’altro c’è un altro aspetto che vogliamo chiarire: la cifra a cui è stata aggiudicata la casa, con un eccesso di ribasso. La legge prevede che la vendita all’asta non sia inferiore ai due terzi del valore».

La casa di Arnaboldi, che insiste nella sua proprietà di Collemezzano, dove ha un’azienda di vivaismo, era stimata per circa 900mila euro, è stata aggiudicata per 135mila.

«Il nostro assistito - dicono ancora le avvocate - è vittima di un incredibile caso giudiziario: ha vinto tutte le cause, ha diritto ad un risarcimento di quasi un milione di euro secondo la Corte europea, ma rischia di perdere la casa, dove ha la sua azienda. L’assurdo riguarda anche l’aggiudicazione, perché la pertinenza, ovvero la corte, non è andata all’asta, quindi Arnaboldi e i nuovi proprietari devono dividerla. Noi abbiamo proposto un frazionamento, che i proprietari hanno respinto. Torneremo a chiedere una regolamentazione dei confini, in base all’art. 950 del Codice civile. Ma soprattutto pensiamo che il signor Franco abbia diritto a vedersi riconosciuti i propri diritti. Nessuno lo ha aiutato, a parte i servizi sociali. Il Comune di Cecina dice di non poter mettere a disposizione un eventuale alloggio dopo lo sfratto perché Arnaboldi non ha presentato l’Isee. Il delegato all’esecuzione ha fatto un nuovo rinvio a data da destinarsi, senza fissare un termine per poter riavviare una trattativa». Arnaboldi potrebbe rientrare in possesso della casa? «Una cosa molto difficile - ammettono le avvocate - perché la legge garantisce l’acquisto di terzi in buona fede. Anche se c’è una sentenza del tribunale di Napoli che potrebbe darci ragione». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa