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Le Spiagge Bianche di Vada nei depliant della Regione, scoppia la polemica nel Pd
Rosignano: il renziano Rotelli sottolinea che non sono un perfetto esempio di Toscana da cartolina: "Ma stiamo scherzando, lì la balneazione vietata, perché pubblicizzarle?". L'assessore: "Parliamo di Vada e non dello scarico della Solvay
ROSIGNANO. «Non ci credo. Possibile? La Regione pubblicizza sui depliants ufficiali della Costa degli Etruschi le "Spiagge Bianche" come una eccellenza? Zone dove è anche proibita la balneazione e la cui formazione criticissima è ben nota? Non ho parole».
Chi scrive, in un post su Facebook, è Paolo Rotelli. Il cui pluriennale impegno politico nel centrosinistra – oltre a quello di manager pubblico - è arcinoto. Oggi è un punto di forza del Pd di Rosignano, su posizioni turborenziane. Rotelli contesta il depliant con cui la Regione promuove - attraverso l’apposito Ambito (costituito nel 2018) - la “Costa degli Etruschi”. Non la forma, ma la sostanza. E cioè aver inserito, all’interno del depliant, le famigerate Spiagge Bianche.
Come fanno le spiagge la cui sabbia da Mastrolindo è il frutto di un processo chimico – la deposizione di carbonati di calcio – a trasformarsi in un punto di forza e di attrazione della costa?
Gli risponde Licia Montagnani, che è assessore al Turismo di Rosignano. E che questo depliant lo conosce bene. Per dire che si tratta “di un lavoro ancora in divenire”. Che martedì “ha presentato solo la linea grafica adottata da Costa degli Etruschi e che vedrà la versione definitiva a Pasqua”. Montagnani, poi, specifica: «Non parla del Fosso Bianco come suggerisce Paolo … nè certamente della zona dove la balneazione è proibita ma quando la stesura della mappa sarà definitiva, parlerà delle spiagge che arrivano fino a Vada e sono sede di tutti gli eventi di kite surf, vela, etc… e che sono bianche …Pietrabianca».
Che l’amministrazione comunale punti a valorizzare l’area che sta tra il Lillatro e Pietrabianca, per la verità, non è un mistero. Nel nuovo regolamento del demanio, recentemente discusso, si parla non a caso di 5 nuove piattaforme per il kite surf e si dà la possibilità ai concessionari di porzioni demaniali di allestire piattaforme galleggianti, modello Riviera per intendersi, in una fetta estesa di costa. E però 100 metri a nord e a sud del Fosso Bianco (che non è il fosso di presa del Lillatro, ribadiamolo) c’è un bel divieto di balneazione, perché qui scarica – regolarmente autorizzata - la Solvay che manda in mare – con i residui della sodiera – anche un bel po’ di metalli pesanti come mercurio, arsenico, nikel…
Dunque, non siamo proprio alle Maldive.
Ed allora ecco che c’è chi – anche all’interno dei Democratici di Rosignano – sull’opportunità, o meno, di promuovere questo luogo che pure d’estate registra milioni di presenze essendo diventato, suo malgrado, un fenomeno di attrazione. E’ il paradosso delle Spiagge Bianche, i caraibi chimici, che sono l’emblema di un modello di sviluppo multipolare che ha puntato, e punta, a tenere insieme industria e turismo, soda e ombrelloni.
Area da valorizzare, dunque? O da interdire?
Se ne discute da anni.
Da un lato, infatti, ci sono i divieti. Quello di balneazione. Ma anche le fasce di interdizione previste dalla Seveso, la direttiva che disciplina gli impianti a rischio rilevante. E i monitoraggi sulla qualità delle acque.
Dall’altro c’è il dato conclamato dei turisti che arrivano da ogni dove. La spiaggia degli spot degli abbronzanti. E qualche insediamento per la balneazione, come i Punti Azzurri, appendice di un turismo di massa.
In attesa che il nodo venga sciolto ecco questo depliant. Che è solo una bozza – precisa l’assessore – ma che balza inevitabilmente agli occhi. E fa discutere. —
A.R
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