Il Tirreno

scuola: liceo marco polo 

Stop alla plastica in classe arriva la rivoluzione verde

Michele Falorni
Stop alla plastica in classe arriva la rivoluzione verde

Protagonista la 2ª dell’Artistico: per gli studenti solo acqua in vetro o borracce di metallo. «Speriamo di essere imitati»

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Michele Falorni

CECINA. Sono una classe “deplasticizzata”. Che, tradotto, significa bere acqua da bottiglie di vetro o borracce di metallo invece che di plastica.

La 4°A del liceo artistico Marco Polo di Cecina ha iniziato così una piccola rivoluzione, complice il messaggio dell’adolescente svedese Greta Thunberg e lo sciopero per il clima al quale gli studenti hanno partecipato a metà marzo sfilando per le vie della città. Un passo necessario «per vivere anche noi in un mondo migliore», hanno detto i ragazzi e il prof d’italiano Sandro Betti, pronto ad accendere il cerino della riflessione al momento in cui hanno scommesso sul cambiamento. «L’idea è loro – dice l’insegnante – che prima hanno ascoltato le parole di Greta e poi me, che ho spiegato come funziona l’economia circolare e quali sono i suoi vantaggi. Hanno capito, ed è l’aspetto interessante, che se partecipiamo a un’iniziativa pubblica, aderendo ai principi ed esponendosi, qualcosa bisogna cambiare. Basta un gesto, e la risposta è nella scelta di contenitori non di plastica, evitando di servirsi pure al distributore automatico». Gli studenti, e chi li ha seguiti lo ricorda, organizzarono nell’intera Penisola i Fridays for Future e, a Cecina, partirono dal liceo Fermi sede di via Ambrogi unendosi al Marco Polo e raggiungendo via Napoli per proseguire insieme agli altri verso viale Marconi e corso Matteotti. La piacevole conseguenza, al professionale di via Montesanto, è la capacità di ragionare e misurarsi con il professore. Rinunciando alla comodità della stessa bottiglia e riempiendo la borraccia o il vetro da casa.

«Siamo stati i primi – dicono i ragazzi – e ora speriamo che altri ci seguano». Marco Bezzini, Gaia Cappelli, Sharon Cappellucci, Francesco Cillo, Aurora Fontanelli, Mattia Franchini, Maria Cristina Latcan, Martin Lorenzelli, Giulia Mannari, Margherita Masiero, Elena Mochi, Daniel Musella, Francesca Osti, Ilaria Paoli e Grazia Zazzeri hanno aderito allo sciopero non solo con la presenza e le parole, ma con un gesto concreto e spontaneo. «Me lo aspettavo – chiude Betti – perché la classe è sensibile e gli studenti sono interessati». —

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