Affitti estivi e zavorre burocratiche Agenti immobiliari: «Una mazzata»
Gli operatori del settore sul piede di guerra minacciano serrate e il blocco delle locazioni
CECINA. La rabbia è molta, al punto di parlare di serrate e di bloccare gli affitti estivi. Gli agenti immobiliari sono sul piede di guerra contro quello che è l’ultimo provvedimento regionale che introduce l’obbligo di comunicazione al Comune di una serie di dati, a partire dal 1 marzo 2019, relativi all’attività svolta, dati utili a fini statistici.«Un obbligo - spiega Giuseppe Fiaschi, titolare di Etruria Immobiliare -che va ad aggiungersi alle comunicazioni che dobbiamo fare all’agenzia delle Entrate, alla Questura e quelle relative alla tassa di soggiorno». Le nuove regole sono state introdotte dalla legge regionale del 20 dicembre 2016 “testo unico del sistema turistico regionale”, che ha introdotto novità anche per quanto riguarda le locazioni turistiche e che introduce appunto l’obbligo di comunicare al Comune una lunghissima serie di dati. «Per fare tutte queste cose servirebbe personale aggiuntivo – continua Fiaschi – considerato che siamo già tenuti a comunicare all’agenzia delle entrate i nominativi e gli importi degli affitti dell’anno precedente e alla Questura i nominativi degli affittuari entro 24 ore dal contratto: spetterebbe ai proprietari ma che facciamo noi senza chiedere costi aggiuntivi. Ora stiamo seriamente pensando di fare una serrata degli affitti nel 2020 chiedendo il sostegno dei sindacati. Già molti proprietari ci chiamano dicendo che non vogliono più affittare perché non è più conveniente». Uno sfogo condiviso dalla maggior parte dei titolari delle agenzie immobiliari e dai rappresentanti delle associazioni di categoria, «delusi dall’assenza di condivisione politica di questa scelta che, tra le altre cose, – sottolinea Giuseppe Mangano, rappresentante Fimaa Confcommercio – è stata introdotta esclusivamente dalla Regione Toscana». Regione alla quale ora guardano gli agenti immobiliari, «per fissare un incontro almeno con l’assessore di riferimento. Nel frattempo abbiamo avviato un dialogo con le istituzioni – spiega il segretario del consiglio Fimaa, Daniele Capecchi – . È emersa la necessità di istituire dei tavoli di concertazioni con i Comuni più interessati allo scopo di uniformare le procedure necessarie a tutti questi adempimenti. Una soluzione potrebbe essere l’adozione di un unico software con il quale inviare, una volta per tutte, le informazioni agli enti interessati». C’è chi sottolinea, tuttavia, che «l’unione fa la forza e la Fimaa avrebbe potuto coordinarsi con noi – ci tiene a sottolineare il presidente provinciale Fiaip, Maurizio Pioli – perché l’obiettivo è comune. Siamo chiedendo un incontro con la Camera di Commercio per una moratori, spostando i termini del provvedimento alla prossima stagione e darci il tempo necessario ad organizzarci. Vogliono delle cose impossibili e si tratta dell’ennesima mazzata ad un settore già in crisi». —
Leondina Marulli
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