Il Tirreno

Nuovi approdi e ormeggi al Lillatro e Vada Nascerà il parco fluviale del fiume Fine

Una veduta della Marina di Vada con alcune imbarcazioni tirate a riva
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Una veduta della Marina di Vada con alcune imbarcazioni tirate a riva

Si aggiorna lo strumento urbanistico che risale al 2004: l’obiettivo è valorizzare la costa tra Castiglioncello e la Mazzanta

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ROSIGNANO. Dentro questo piano strutturale, assicurano Franchi e Pia, ci sono gli strumenti per valorizzare la costa e rilanciare il turismo. Ma soprattutto dare una risposta ad un settore – quello della nautica da diporto – che da anni lamenta l’assenza di darsene e di ormeggi. Occhio. Siamo ancora alla “filosofia” della pianificazione del territorio (dopo il Poc, appena approvato, il piano strutturale è solo avviato). Ma sindaco ed assessore all’Urbanistica garantiscono che chi vuole investire, qui, secondo precise regole e rispettando norme e vincoli, trova il terreno spianato. Articolato in 4 strutture (idro-geomorfologica, ecosistemica, insediativa, agro-forestale), il piano strutturale rappresenta una mappa di informazioni su un territorio profondamente cambiato dal 2004, quando fu approvato l’ultimo piano. Ma indica anche una serie di azioni possibili, secondo un modello che non è più quello multipolare, ma piuttosto – spiega Pia – un “sistema di sviluppo di luoghi urbanizzati”, dove mare e collina devono convivere ciascuno secondo proprie peculiarità. Ed è naturale che, sullo sviluppo della costa, si concentra la scommessa più forte.

Se già col nuovo regolamento del demanio – assicura Pia – si sono previste forme di sviluppo di turismo sportive (vedi la realizzazione di zone per la pratica di surf e kite surf tra il Lillatro e la Mazzanta) nel piano strutturale in definizione si vuole dare ulteriore impulso al turismo balneare ma procedere anche ad una “razionalizzazione del sistema portuale”. Che significa? «Pensiamo – dicono Franchi e Pia – alla predisposizione di un sistema di punti di approdo che dia risposta a quella nautica sociale dei piccoli diportisti ma offra posti barca ad una categoria produttiva come quella dei pescatori». A Rosignano Solvay il porto Cala de’ Medici accoglie barche tra gli 8 e i 36 metri. 650 posti, in tutto. Che sono tanti, se poi consideriamo che a meno di 15 metri a sud c’è un altro porto. Insomma, siamo già in presenza di un bel po’ di urbanizzato sulla nostra costa. Eppure da anni si chiede la realizzazione di darsene - sicuramente meno impattanti - che diano risposte alla nautica “più piccola”. Quando fu costruito il porto – del resto - nella prima convenzione si parlava di almeno 3 darsene. E fu presentato un progetto, dal Circolo Nautico Lillatro, per un approdo da 350 posti barca che utilizzasse il fosso di presa Solvay come alaggio. Vincoli, norme e burocrazia hanno poi fatto saltare tutto.

Ma oggi – secondo Franchi e Pia – questo Piano Strutturale potrà consentire soluzioni, anche meno impattanti sull’ambiente, che diano risposte ai possessori di piccole imbarcazioni. “Penso ai cosiddetti porti a secco”, dice Pia. E l’area del Lillatro come la Marina di Vada, dove è già presente una piccola darsena ormeggi, possono rappresentare le localizzazioni ideali. L’assessore Pia fa poi notare come questo primo atto del piano strutturale in costruzione recepisca anche tutta una serie di indicazioni di cittadini ed associazioni che vanno in direzione della sostenibilità ambientale anche degli ambienti urbani. Dalla richiesta di una sentieristica adeguata per il trekking sulle colline tra Marittimo, Nibbiaia e Castelnuovo, alla realizzazione di un parco fluviale del fiume Fine che consenta la promozione di attività di turismo verde. Ampio spazio è dedicato al tema della mobilità sostenibile, con un sistema di parcheggi scambiatori auto-Tpl, una rete ciclistica capillare sul territorio con un sistema diffuso di bike sharing, un piano di carico-scarico merci nei centri abitati ma anche la riqualificazione delle stazioni ferroviarie e delle fermate degli autobus.

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