Toscana
In Duomo e fuori oltre mille persone I figli: «Orgogliosi di nostro padre»
Andrea e Daniele al funerale hanno ringraziato per l’affetto: «Ricordiamolo per quello che ha insegnato ad ognuno di noi»
L’applauso arriva al termine della funzione, quando Andrea e Daniele, i figli del patron della Pineta, salgono sul pulpito e si avvicinano al microfono. Timidi, con i volti segnati dal troppo dolore, ma decisi a ricordare il babbo e a ringraziare chi da domenica sera è stato loro vicino, con abbracci continui o anche con un semplice messaggio. «Vi vogliamo bene. Grazie perché ci siete stati vicini e avete voluto bene a lui», hanno detto con la gola strozzata dalle lacrime e lo sguardo rivolto al feretro. Come a voler parlare direttamente con quel padre-maestro conosciuto da tutti come lo chef stellato venuto su da una baracca in riva al mare. Un uomo ironico, a tratti ruvido, ma sempre disponibile con gli altri.
Proprio i figli, che durante la cerimonia si sono tenuti stretti per mano, hanno chiesto alle persone assiepate nel Duomo di Cecina di portare impressa nella mente un’immagine solare di loro padre. «Cerchiamo di stringerci l’un l’altro - hanno detto - per andare avanti. E ricordiamolo come era, allegro, pronto a una battuta, a un brindisi, a una barzelletta». Ma sopratutto hanno chiesto ad ognuno dei presenti di guardare nel profondo del proprio cuore, così da tener stretto quel che hanno carpito di quell’indole fuori dall’ordinario che aveva Luciano Zazzeri. «Ecco - hanno detto - ricordiamolo per quello che ha insegnato ad ognuno di noi». Perché il cuoco della Pineta ha lasciato un ricordo indelebile in tutti coloro che lo hanno conosciuto. Nei dipendenti con cui poteva avere momenti di confronto anche acceso ma sempre con l’obiettivo di fare il meglio, nelle migliaia di clienti che ha coccolato con i suoi piatti magistrali e la sua capacità di farli sentire accolti e compresi. Ma anche nelle decine di cuochi, dagli chef ormai navigati ai timidi apprendisti che da poco si sono avvicinati all’arte culinaria.
Insomma, Andrea e Daniele hanno fatto riflettere tutti su quel che Zazzeri ha significato nelle loro singole vite.
«Siamo molto orgogliosi di nostro padre», così hanno chiuso il loro saluto al babbo, prima che dentro la chiesa rimbombasse un lungo applauso, un ringraziamento corale a quello chef che nonostante il successo e la notorietà che lo aveva portato ad essere uno dei simboli dell’arte culinaria nazionale era rimasto attaccato ai valori della vita e della cucina più vera.
Poi l’intera chiesa, in un silenzio assordante, si è stretta ad Andrea e Daniele, ai genitori di Luciano, Anna e Alessandro, rimasti per l’intera funzione ad osservare attoniti il feretro di loro figlio. Prima che il feretro uscisse dal Duomo ci sono stati le lacrime e gli abbracci. Ed ognuno, in cuor suo, ha pensato al volto intenso di Luciano. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
