Il Tirreno

il funerale 

«Un uomo che amava Cecina» Ultimo saluto a Franco Serretti

Fabrizio Cavallini
«Un uomo che amava Cecina» Ultimo saluto a Franco Serretti

Duomo affollato da amici e artisti: la cerimonia funebre è stata officiata  da don Reno e don Marco. Il vicesindaco Salvini elogia la scelta di donare gli organi

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Una folla addolorata ieri mattina nella chiesa di San Giuseppe e Leopoldo a dare l’estremo saluto a Franco Serretti. Ad «un uomo - sono le parole di don Reno Pisaneschi che ha officiato la messa insieme al parroco del duomo monsignor Marco Fabbri - che si è sempre prodigato per Cecina e per tutti i cecinesi». Nell'omelia don Marco, commentando il Vangelo, ha sottolineato alcuni tratti di Franco Serretti, «persona di fede, semplice ed umile, che ha saputo avere attenzione per tutti». Aggiungendo peraltro: «Sono persone come Franco a rendere una città non solo un agglomerato di case, ma una civiltà, una famiglia». Don Reno, che compirà 95 anni fra quattro giorni, amico di Franco e della sua famiglia da lunga data, ha avuto parole toccanti ricordandone la figura di uomo e di artista e concludendo, commosso, rivolgendosi direttamente al caro defunto: «Mi sento vicino alla fine, perché qui non ci si può stare per sempre. Prega per me, Franco, io pregherò per te giorno per giorno». Il vicesindaco Giovanni Salvini aveva in precedenza affermato di conoscere Serretti solo da pochi anni, come assessore alla cultura, ma ne aveva presto colto la grande umanità. E ancora: «Il gesto della famiglia di donare gli organi interpreta il suo stile di vita». Quindi l’augurio di un paradiso pieno di fiori come quelli bellissimi delle sue opere. E infine l’invito a partecipare alla festa dell’Omino di ferro di martedì al cinema Tirreno, dove nell’occasione verrà anche ricordato Franco Serretti. Tanti artisti, ieri in Duomo. Che si sono ritrovati per decenni nello Studio d’arte di Cecina Mare per parlare di pittura, per passare un po’ di tempo insieme all’amico e collega, agli altri espositori. Una tappa d’obbligo, insomma, quella ricca galleria che si affacciava sul viale della Vittoria. Una meta fissa anche per gli appassionati d’arte che venivano in vacanza nella nostra località balneare. Italiani e stranieri. A noi di Franco resta ora l’affettuoso ricordo di un uomo buono e di un artista di grande statura. Capace di rapirci con la forza del colore che scaturiva dalle sue opere. Capace di farci rimanere estasiati di fronte alla prorompente bellezza dei paesaggi, al vigore dei vecchi casolari, delle marine, del rosso fulgido dei papaveri, del giallo intenso delle mimose. Del fascino della natura. —



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