Italia
La Rsu difende il piano «Basta strumentalizzazioni»
rosignano. «Vengono lanciati allarmi infondati che sembrano più basarsi su sensazioni piuttosto che sull’evidenza dei fatti». La Rsu aziendale di Rea Impianti, preoccupata circa «i vari interventi che, in questi giorni di avvio campagna elettorale, stanno comparendo sugli organi di informazione locali». I lavoratori, si legge in una nota a firma dei rappresentanti sindacali Salvatore Maccioni, Tommaso Nardi, Aldo Repeti, «vogliono con forza affermare la piena certezza dell’estraneità dell’azienda e dei suoi lavoratori da comportamenti o attività che non siano rispettose dell’ambiente, della salute e della normativa nazionale e regionale, consapevoli della professionalità, della serietà ed etica della responsabilità che animano l’operato di ciascun singolo lavoratore a tutti i livelli aziendali. Peraltro tendiamo a sottolineare come l’azienda di cui si parla sia pubblica e non animata dal mero conseguimento del profitto». Secondo la Rsu «ai più sfugge che gli allarmi lanciati, finalizzati in particolare ad agitare fantasmi col presupposto di acquisire consenso elettorale, vengono fatti sulla pelle dei lavoratori. Si finge di non capire che ventilare presunti comportamenti ed attività illecite, tra l’altro non accertate, finisce col definire i lavoratori quali silenti complici. Fatto che con forza e determinazione respingiamo in modo inequivocabile».
I rappresentanti sindacali sottolineano che «parlare senza evidenza oggettiva di danni all’agricoltura circostante (quando i dati oggettivi dimostrabili parlano di ben altro visto che nelle filiere vicine vi sono azienda certificate di produzione biologica), di pratiche criminose come il ricevimento di fusti di rifiuti pericolosi (notizie che non compaiono in nessuna evidenza di indagine. E laddove vi fossero noi lavoratori saremmo i primi a denunciarle risultando parte lesa), di sversamenti di percolato nei laghetti dell’azienda, non solo denotano presupposti di falsità, approssimazione ed ignoranza dei fatti, ma anche e soprattutto sembrano finalizzati a dare dell’azienda e dei suoi lavoratori una immagine criminosa che non corrisponde alla realtà». Quello che secondo La Rsu di Rea Impianti «dispiace è che a queste strumentalizzazioni si dedichino anche alcuni sindaci di comunità vicine che conoscono bene le modalità con cui i lavoratori di Rea Impianti operano. Si parla di seri problemi per la salute della popolazione limitrofa senza prendere in considerazione che, laddove fosse vero, i primi ad esserne coinvolti sarebbero proprio i lavoratori».
La Rsu è «fermamente convinta che il progetto lanciato di “Fabbrica del Futuro”, si inquadri pienamente nell’ottica di un cambio sostanziale nella politica dello smaltimento dei rifiuti. L’ampliamento della discarica è propedeutico alla nascita di nuovi impianti di recupero e valorizzazione che faranno decrescere nel tempo il quantitativo di rifiuti messi a dimora nella stessa discarica. Piuttosto, i vari comitati civici contro la discarica, dovrebbero avere interesse a che questo progetto si concretizzi nei tempi necessari ma brevi e noi lavoratori su questo saremo un pungolo fattivo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google