Italia
Se ne va il pittore dal grande cuore tifoso appassionato del calcio rossoblù
Cecina, i suoi quadri sono stati esposti in importanti mostre e collezioni. Tanti messaggi di cordoglio e affetto
CECINA. Cecina ha perso un gigante. Che ha lasciato un segno indelebile nel mondo dell’arte, per la sua pregevole attività pittorica coltivata con amore nei decenni, ma anche – seppure in modo meno diretto – nel sociale, nello sport. Nel ricco e variegato panorama artistico cittadino Franco Serretti ha esercitato un ruolo di primo piano grazie ad un’opera feconda (imperniata perlopiù su paesaggi, fiori e nature morte). Rappresentazione della forma e dello spazio per mezzo del colore. Era solito dipingere en plein air, affidandosi a pennellate morbide e abbondanti di materia, con le quali coglieva poi intensamente l’immediata percezione del vero. E l’oggetto, inserito in un contesto plastico coloristico e luminoso, si presenta con una forza figurativa generata da assunti sintetici e vigorosi.
Gli elaborati di Serretti emanano dalla natura e giungono a noi tanto più genuini ed efficaci, quanto più il fraseggio tra autore e fonte d’ispirazione è in stretto connubio. Se Sandro Pampana, deceduto nel ’58, è da ascrivere come il padre della pittura cittadina – nella sua accezione più preziosa – quello che ne seguì le orme, il ruolo, Giulio Chimenti, fu per certi versi il maestro di Serretti. Quello che lo avviò alla pittura. E con lui di Iori e Bandini. Anche se ognuno degli allievi ha fatto poi la propria strada, proseguendo l’iter con connotati del tutto personali. Serretti e Iori erano soliti frequentare la Galleria Bandini, ai quali si aggiunse in seguito Pierluigi Casalini.
L’amico che per tanti anni è stato con Franco Serretti nello Studio d’arte di viale della Vittoria, a Cecina Mare, entrandovi ad esporre dopo la morte di Giampaolo Niccolini, galleria di cui era stato appunto co-fondatore. Ai due si aggiunse successivamente Claudio Di Nardo. Serretti ha esposto in Italia e all’estero e tante sue opere si trovano in importanti collezioni. Franco, persona semplice dall’animo nobile, verrà ricordato oltreché per i meriti artistici per l’aiuto che ha sempre dato ai bisognosi. Sempre pronto ad aprire la porta al prossimo. Ad ascoltarlo.
E per la sua vicinanza allo sport, in particolare al Cecina calcio, al quale era molto attaccato. Non c’era evento rilevante, in seno al club calcistico locale, che non avesse tra i premi in palio un suo quadro, un dipinto che aveva donato. Oltre che un grande artista abbiamo perso un grande uomo.
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