Il Tirreno

luoghi della memoria 

Da fattoria modello antifascista a centro di recupero rifiuti

L’Istoreco ha ricostruito la storia della Madonnina, la proprietà della famiglia Forti-Sanpaolesi dove gli ebrei imparavano a fare i contadini per fuggire in Palestina 

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Alla scoperta di un “luogo della memoria”: la fattoria La Madonnina. Istoreco, il centro studi sulla Resistenza, approfondisce in un video la storia della Madonnina, prima come fattoria e poi come centro di ricerca per il trattamento dei rifiuti.

La fattoria La Madonnina - spiega Istoreco, racconta, attraverso le sue strutture e la voce del suo narratore, l’ultimo proprietario Luca Sanpaolesi, la vicenda interessante, lunga e complessa della sua famiglia ebraico-cattolica: i Forti - Sanpaolesi. Il patriarca, Giulio Forti, che aveva fatto le sue fortune con l’industria tessile a Vaiano (Prato), una volta raggiunta una certa agiatezza decise di investire anche in terreni agricoli e nel loro sfruttamento. Quella della Madonnina è solo una delle fattorie dei Forti. Ne possedevano un’altra nelle Marche e ne acquistarono altre ancora, considerate fattorie didattiche che la famiglia mise poi a disposizione degli ebrei transfughi (soprattutto dalla Germania) affinché questi imparassero il mestiere del contadino per poi recarsi in Palestina per sfuggire alla persecuzione antiebraica.

Per la stessa famiglia Forti - Sanpaolesi il possesso di queste fattorie costituì la salvezza quando il regime fascista e nazifascista decise di perseguitarne non solo i diritti ma anche le vite. Con la fine del conflitto la famiglia continuò ad occuparsi con competenza e larghezza di vedute di queste proprietà che furono, dentro una cornice ancora molto arretrata, una specie di ponte verso il futuro. Forse La Madonnina fu quella alla quale venne data un’impronta più moderna, sia a livello di conduzione che di tecnologia e attrezzature utilizzate. «Recentemente le strutture della Madonnina - scrive ancora Istoreco - sono state rilevate dalla Rea Impianti, l’azienda che gestisce gli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti a Scapigliato, proprio in prossimità della Fattoria. Nella vecchia officina della fattoria, in collaborazione con l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, sarà realizzato il primo centro di disassemblaggio della materia dove i robot opereranno invertendo il normale processo del ciclo produttivo, smontando, e poi valorizzando, gli elementi che possono essere riutilizzati. La storia della Madonnina dimostra anche la capacità di un’impresa di conservare la storia passata, quella di una famiglia colpita dalle politiche razziste del regime fascista, che diviene sempre più fondamentale preservare e raccontare alle giovani generazioni. Si tratta inoltre di una storia importante fatta di scelte e di azioni di imprenditori lungimiranti. Anche così si fa impresa etica, tanto più se l’impresa è pubblica». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore