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Coding e “robottino” alle Boschetti Alberti con l’Università di Pisa

Coding e “robottino” alle Boschetti Alberti con l’Università di Pisa

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CECINA. Apprendere e divertirsi con coding e robotica. Alle elementari Boschetti Alberti, del Circolo didattico Guerrazzi, le insegnanti Rosa Bargione e Sandra Pioli proseguono il percorso didattico iniziato lo scorso anno nella classe IV A. «Percorso - spiegano - reso possibile dalla donazione da parte delle famiglie degli alunni di 7 computer portatili (oltre a una stampante laser), ai quali se ne sono aggiunti due donati dal direttore del Conad “La Vallescaia” che hanno consentito la realizzazione di un nuovo ed efficiente laboratorio di informatica all’interno del plesso del Palazzaccio». Ma cos’è il coding? «È un approccio pratico basato sulla risoluzione di problemi che permette di imparare a programmare utilizzando blocchi che corrispondono a righe di codice informatico. In particolare, gli alunni cecinesi hanno creato una breve storia animata utilizzando Scratch, programma gratuito di tipo visuale, col quale hanno fatto muovere, cantare, interagire su sfondi scelti e creati, degli “Sprite”, personaggi virtuali, secondo una successione stabilita e programmata affrontando, a mano a mano, i problemi che si sono presentati, fino ad individuare la risposta desiderata». Attraverso questa esperienza «hanno sviluppato quello che si definisce pensiero computazionale. Ma soprattutto, hanno sviluppato un’abilità fondamentale per il loro futuro: sono stati capaci di collaborare insieme, trovare soluzioni ascoltando le idee degli altri e argomentando le propri».

In collaborazione con il Gruppo di ricerca e sperimentazione didattica della matematica organizzato dal professor Pietro Di Martino del Dipartimento di matematica dell’Università di Pisa, la classe è stata coinvolta nel percorso dedicato alla robotica condotto dalla dott. Anna Baccaglini Frank ed ha avuto a disposizione Geobot, un robottino creato col contributo della Scuola superiore S. Anna di Pisa, per affrontare lo studio della geometria. I ragazzi attraverso Makeblock3, un programma sviluppato su Scratch, hanno fatto muovere il Geobot e sono riusciti a fargli tracciare alcune lettere e, successivamente, delle semplici figure geometriche. «L’utilizzo di tali mezzi e la didattica innovativa che ne consegue - concludono le maestre - hanno consentito un approccio ludico e una rapida assimilazione delle competenze connesse da parte dei ragazzi sempre più motivati ed entusiasti». —



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