Il Tirreno

8 marzo 

La scienziata e l’imprenditrice «Ancora ostacoli per affermarsi»

La scienziata e l’imprenditrice «Ancora ostacoli per affermarsi»

Domani alle Creste parlano Barbara Mazzolai e Rosa Bianco Parità di genere: iniziativa di Comune e commissione

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ROSIGNANO. Due donne “simbolo”, una scienziata ed un’imprenditrice agricola, entrambe di Rosignano, a confrontarsi sul tema della parità di genere. Un incontro organizzato domani nella sala polivalente delle Creste (inizio ore 17), promosso da Comune di Rosignano e Commissione Pari Opportunità. Interverrà il vicesindaco Daniele Donati e si proseguirà con l’introduzione della referente Cpo Roberta Torretti. A seguire il confronto sul tema con gli interventi della biologa Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di Microbiorobotica (CMBR) dell’Istituto Italiano di Tecnologia, e dell’imprenditrice agricola Rosa Bianco, titolare dell’Agriturismo “Le Biricoccole” di Vada, che parleranno dei traguardi raggiunti e degli ostacoli che le donne devono ancora affrontare per affermarsi professionalmente. «Indubbiamente oggi le donne hanno ruoli ed incarichi nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni, ma - afferma la referente CPO Roberta Torretti - anche in questi ambienti la strada verso la completa parità di genere resta lunga. Non dimentichiamo, per esempio, che in ambito professionale lo stesso lavoro non ha la stessa remunerazione tra uomo e donna. Ancora oggi sono molti gli ostacoli da rimuovere per una completa e consapevole emancipazione femminile e non dobbiamo dare niente per scontato. Deve restare alta l’attenzione sui temi che riguardano le conquiste già faticosamente ottenute, come la legge sull’interruzione di gravidanza, il diritto di famiglia paritario e l’autodeterminazione della donna». Per l’8 marzo i sindaco Alessandro Franchi ha scritto una lettera a tutte le dipendenti comunali, le assessore, consigliee e componenti della Cpo. «Dal 1977 - scrive - la Giornata internazionale della donna è l’occasione per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche raggiunte, e per riflettere e combattere le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono ancora vittime in larga parte del mondo. In paesi lontani, come nell’appartamento accanto, molte donne subiscono soprusi di natura fisica e psicologica e vedono negati i propri diritti. Il femminicidio, vera emergenza sociale, purtroppo si è abbattuto duramente anche sulla nostra Comunità, che nutriva l’ingenua speranza di restare indenne da tanto dolore. Il dramma della violenza scuote le nostre coscienze e catalizza l’attenzione, ma è fondamentale affrontare in parallelo anche il problema degli stereotipi culturali. Parole e piccoli gesti che sembrano innocui ma sono retaggio della cultura maschilista, che tende a relegare la donna in una posizione di subalternità; modi di fare e mentalità che resistono al tempo, sopravvivono ai cambiamenti epocali ed acquistano nuove forme, mettendo in discussione conquiste e traguardi che sembravano ormai consolidati. Ne è un esempio il disegno di legge 735, meglio conosciuto come “ddl Pillon”, attualmente in discussione in Parlamento che, in nome di falsi principi egualitari, mette in discussione le conquiste ottenute con fatica negli ultimi decenni, nell’ambito del diritto e della giurisprudenza sulla famiglia e sulla violenza domestica. Dunque, se anche tra chi deve legiferare ci sono posizioni così retrograde, vuol dire che abbiamo ancora molta strada da fare per affermare la cultura della parità di genere e rimuovere i molti ostacoli che si frappongono al rispetto delle diversità». —

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