Gioco
Scarti concerie, in discarica fino a 30.000 tonnellate
Rosignano. Accordo per 3 anni con il distretto del cuoio. Fra un mese i primi conferimenti Giari: «Sono materiali non pericolosi perché vengono inertizzati prima»
ROSIGNANO. Un massimo di 30mila tonnellate annue di rifiuti derivanti dalle lavorazioni del distretto del cuoio di Santa Croce che, prima di arrivare in discarica verranno inertizzati. Il conferimento a Scapigliato durerà tre anni, fino a quando le concerie non si saranno organizzate, rinnovando gli impianti, così da non produrre più determinati scarti.. Questo l’accordo firmato dall’Associazione conciatori di Santa Croce con la Regione e con Rea Impianti. «Un accordo strategico - spiega Alessandro Giari, amministratore di Rea Impianti -, visto che rientra in una logica di sistema. In quest’ottica il nostro impianto diventa totalmente di scala regionale».
Al momento dal distretto del cuoio arrivano in discarica alcune tonnellate annue di fanghi industriali, scarti delle lavorazioni delle concerie. «Si tratta di rifiuti non pericolosi - spiega Giari - che prima di arrivare in discarica vengono sottoposti a depurazione. Tra l’altro parliamo di quantità minime, 6-7mila tonnellate annue negli anni passati che salgono a circa 10mila per il 2019».
A questi fanghi, per l’anno in corso, si aggiungono appunto gli scarti del trattamento del carniccio (frammenti di carne e pelle derivanti dalla lavorazione) che, «una volta inertizzati e resi compatibili con le caratteristiche che devono avere i rifiuti che la discarica può accogliere, arriveranno appunto a Scapigliato», precisa Giari. Nel dettaglio, come ricorda lo stesso amministratore di Rea Impianti, «questi prodotti finora venivano trattati e trasformati direttamente dalle concerie che poi li vendevano. La normativa è cambiata e le concerie sono chiamate a rinnovare gli impianti».
L’accordo siglato due giorni fa da Regione, Associazioni conciarie e Rea ha alla base proprio la riqualificazione degli impianti di trattamento dei sottoprodotti conciari, così da minimizzare la quantità dei rifiuti delle lavorazioni di materiali organici.
In attesa che il distretto del cuoio adegui le proprie strutture, questa tipologia di scarti sarà conferita a Scapigliato. «È bene chiarire - dice Giari - che non deve esserci alcuna preoccupazione perché si tratta di rifiuti non pericolosi. L’accordo regionale prevede che in questi tre anni arrivino dalle concerie della zona d Santa Croce dalle 20 alle 30mila tonnellate annue di scarti, chiaramente dopo che questi rifiuti saranno stati lavorati e resi compatibili con le tipologie di materiali che possono entrare in discarica. Tra l’altro questi scarti hanno un impatto odorigeno minimo».
Giari sottolinea che questo progetto con le concerie non è che l’avvio di una sorta di filiera toscana di produzione e smaltimento dei rifiuti basata su una logica di sistema. «Circa il 30% delle pelli che i conciatori vendono alle imprese che producono scarpe e borse - dice Giari - rappresenta uno scarto che le concerie hanno difficoltà a collocare. Siamo interessati a sviluppare attività di ricerca per trasformare in prodotto questi ritagli di pelle». —
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