Il Tirreno

ambiente 

Asl sulle schiume al Lillatro «Compatibili con materiali presenti al Fosso Bianco»

Alessandra Bernardeschi
Asl sulle schiume al Lillatro «Compatibili con materiali presenti al Fosso Bianco»

Il Comune ha indetto una riunione con tutti i soggetti interessati  dal fenomeno per  mercoledì 13 marzo

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Dopo 19 giorni dall’invio da parte dell’amministrazione di Rosignano della relazione Arpat circa il materiale granuloso rinvenuto sulla spiaggia del Lillatro, l’Usl Toscana nord -ovest, dipartimento di prevenzione, ha inviato al Comune una valutazione circa l'eventuale tossicità. «Alla luce dei test di tossicità condotti sia sul solido che sull’acqua di mare - scrive in una nota l’Asl - si ritiene che le implicazioni di natura igienico-sanitaria legate alla presenza del materiale spiaggiato non subiscano un aggravamento rispetto a quelle già rappresentate in precedenza a causa della presenza dello scarico del Fosso Bianco». Fosso Bianco dove, è bene ricordare ai cittadini, per 100 metri a nord e 100 a sud, c’è il divieto di balneazione. Intanto il sindaco Alessandro Franchi ha convocato nuovamente tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti per una riunione di aggiornamento che si terrà mercoledì 13 marzo.

Sempre nella nota di Asl si legge che «l’analisi chimica di caratterizzazione del materiale dimostra che la sua composizione è compatibile con quella del materiale normalmente immesso dal corso d’acqua nello specchio antistante la foce». L’Asl dà anche un suggerimento ossia quello «di rimuovere - dice Franchi - il materiale spiaggiato». Le analisi effettuate da Arpat sui campioni di materiale granuloso che si era spiaggiato in zona Lillatro a metà gennaio scorso, parlavano di un solido «formato da sali di carbonato con contenuti variabili a livello di concentrazione, degli stessi metalli presenti nei solidi scaricati dalla Solvay (ferro, zinco, manganese, alluminio e boro)». In merito ai rapporti di calcio/magnesio, Arpat aveva evidenziato «concentrazioni più elevate di magnesio rispetto all’ottobre scorso e con diverse oscillazioni di Ph», spiegando che è «presumibile che l’arricchimento di magnesio possa essere attribuito ad un processo di parziale solubilizzazione e successiva ricristallizzazione da acqua di mare, notoriamente più ricca di magnesio». Per quanto riguardava invece il grado di tossicità, il campione presentava «un grado di tossicità più elevato rispetto a quello del 12 ottobre 2018». Da qui la richiesta da pare di Arpat di ulteriori approfondimenti e test. Lo scorso 30 gennaio il sindaco radunò attorno ad un tavolo i responsabili di Solvay, Ineos, l’Innovyn, Engie, Asa, Maricultura Capitaneria di porto. Tutte le aziende confermarono di aver effettuato indagini e di non aver individuato anomalie o disservizi ai loro impianti. «Adesso che abbiamo la relazione di Arpat e di Asl - ha detto Franchi - ho provveduto a convocare un ulteriore incontro per mercoledì 13 marzo con tutti i soggetti pubblici e privati interessati al problema. Lo scopo è quello di fare il punto e procedere ad una valutazione più approfondita delle cause del fenomeno, per evitare che si ripeta». Il problema delle schiume sta interessando dall’ottobre 2018 la costa sud di Rosignano Solvay, tra il muro del canale di presa degli impianti Solvay e il magazzino punto di ritrovo dei surfisti; almeno quattro gli episodi registrati. Gli ultimi il 13 ed il 14 gennaio scorsi.

Alessandra Bernardeschi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web