Il lutto
Addio a Lido Filippi, artigiano appassionato e patron dello storico cantiere navale
Il fondatore del brand di fama internazionale è morto a 80 anni dopo una lunga malattia. Cordoglio nel mondo dello sport
È morto a 80 anni, compiuti il 21 gennaio scorso, dopo una lunga malattia Lido Filippi, anima e mente del cantiere Filippi di Donoratico. Nato e vissuto a Donoratico, è sempre stato legato al suo paese in cui rappresentava un’istituzione. Ha dato vita a un’azienda, in via Matteotti a Donoratico, che con le proprie imbarcazioni da canottaggio olimpiche ha condotto il comune di Castagneto Carducci nel mondo, attraverso le vittorie più belle. Un artigiano vero che ha sempre guardato al futuro, rinnovandosi. Tantissime le esperienze maturate nel corso della propria esperienza lavorativa cominciata nel laboratorio agricolo dello zio e proseguito presso il cantiere navale dove aveva lavorato a fianco dei migliori maestri d’ascia della Toscana costruendo imbarcazioni in legno e in composito per la nautica da diporto, la vela e il canottaggio. Da sempre considerato un grande innovatore da chi per anni ha lavorato con lui sui bacini di canottaggio di tutto il mondo: la disciplina che scelse per iniziare la propria attivita’ privata agli inizi degli anni ’80.
Grazie a lui e successivamente al figlio David le imbarcazioni Filippi sono diventate un brand internazionale e un leader mondale di settore con piu’ del 50% degli scafi che partecipano ogni anno alle varie rassegne olimpiche e mondiali. Un uomo diretto Lido, di grande umilta’ e sacrificio, che ha sempre nascosto le proprie ambizioni dimostrandole con i fatti. Messaggi di cordoglio sono arrivati da tutto il mondo del canottaggio internazionale, tecnici, atleti, dirigenti, anche attraverso le pagine dei social. Su tutti ieri mattina il presidente della Federazione Giuseppe Abbagnale a nome personale, del Consiglio federale e di tutto il canottaggio nazionale, ha inviato alla famiglia Filippi “le più sentite condoglianze per la morte del caro Lido” e ancora la voce del prof Giovanni Postiglione tra i più prestigiosi consulenti della Federazione internazionale di canottaggio (Fisa) con esperienze di coaching in Italia e all’estero e che ha cooperato a contatto con Lido, fin dagli inizi della sua attività di costruttore, e oggi continua a farlo con il figlio David sui campi di regata di tutto il mondo. «Tutto il canottaggio mondiale è commosso perché ha perso un importante artefice del miglioramento del nostro sport, per aver dato a molti paesi in via di sviluppo la possibilità di gareggiare alla pari a bordo delle sue eccezionali barche. In particolare io ho perso un amico e uno stimolante innovatore con cui ho lavorato più di venti anni». «Lido Filippi è stato uno di quei personaggi un po' artigiani, un po' stilisti, un po' capitani d'industria, che il luogo e il momento della nascita – si legge in uno dei ritratti a lui dedicati - in questo caso l'Italia rurale nell'imminenza della Seconda guerra mondiale - hanno fatto partire in salita, ma che hanno portato e portano in tutto il mondo il meglio del nostro Paese. Sono uomini che hanno quel qualcosa in più, quel dono tutto italiano che è la creatività, accompagnato in Filippi dall'innata capacità di vedere il prodotto nell'insieme e nei dettagli - qualcuno lo chiama l'occhio assoluto - e rafforzato da una profonda passione per il lavoro e da una straordinaria costanza». Lido ha affiancato il figlio David fino a poco tempo fa, 55 anni di carriera alle spalle di cui 30 trascorsi dalla fondazione del cantiere che porta il suo nome. I funerali si terranno oggi alle 15 a Donoratico, Lido lascia la moglie Agnese Caramelli, il figlio David, la nuora e i nipoti. —
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