Minacce per farsi dare 100mila euro, arrestato
Estorsione e stalking: i carabinieri bloccano un ex antiquario che per 8 mesi ha molestato un imprenditore e la sua famiglia
CECINA. Per otto mesi ha perseguitato un imprenditore e i suoi parenti, tanto che la famiglia è entrata in uno stato d’ansia preoccupante. Telefonate quotidiane al cellulare del capofamiglia e al telefono fisso di casa, terminate con la richiesta che gli fossero consegnati 100mila euro. Il tutto minacciando l’imprenditore e i suoi familiari durante le conversazioni telefoniche con frasi del tipo «so chi sei, so dove state, conosco i numeri civici, conosco i vostri spostamenti, vi tengo d’occhio».
La scorsa settimana l’imprenditore, disperato, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. Alla fine, nel tardo pomeriggio di martedì 26 febbraio, i carabinieri della compagnia di Cecina, guidata dal capitano Christian Bottacci, è finito in manette il 74enne di Cecina Otello Nardini, ex gestore di un negozio di antiquariato, arrestato per stalking ed estorsione e portato nel carcere di Livorno in attesa di giudizio.
Tutto parte lo scorso giugno, quando l’imprenditore cecinese comincia a ricevere telefonate anonime al suo cellulare e anche all’apparecchio telefonico di casa. Chiamate pesanti, durante le quali l’uomo e i suoi familiari sono stati minacciati e molestati. Una situazione insostenibile, che ha gettato nell’ansia il nucleo familiare preso di mira dal 74enne, tra l’altro già noto alle forze dell’ordine per precedenti dello stesso tipo. L’obiettivo dello stalker era quello di ottenere dall’imprenditore 100mila euro, e per questo negli ultimi mesi era solito chiamare la vittima e i suoi familiari almeno una volta al giorno, sempre da cabine telefoniche. Fino a quando nei giorni scorsi l’imprenditore, esasperato, ha deciso di rivolgersi al comandante della stazione dei carabinieri di Cecina, Fabio Pacchini, che gli ha suggerito di accettare l’intimazione così da poter organizzare un incontro per cogliere sul fatto lo stalker fino a quel momento rimasto anonimo. I militari hanno ascoltato le telefonate arrivate alla vittima, e il comandante della stazione ha intuito che la voce potesse essere quella di Nardini, conosciuto in zona per aver gestito in passato un negozio d’antiquariato. Anche la vittima, nel riascoltare le conversazioni, ha confermato questa ipotesi. I carabinieri sono riusciti a localizzare le cabine telefoniche da cui partivano le chiamate, e hanno accertato che lo stalker anonimo era realmente Nardini. Quando la vittima si è detta disponibile a consegnare i 100mila euro, lo stalker ha fissato i giorni della consegna in modo perentorio, prima per lunedì 25 febbraio e poi per il 26 febbraio e, solo a fine giornata, ha comunicato orario e luogo dove lasciato un borsa da riempire con i soldi. Lo scambio è avvenuto in via Aldo Moro, a fianco di una panchina in una zona buia del parcheggio tra la piscina comunale e i campi da tennis. La moglie della vittima, tenuta sotto controllo visivo dai carabinieri, ha fatto ciò che chiedeva lo stalker, che dopo pochi minuti si è avvicinato alla panchina per ritirare la borsa con i soldi. A quel punto i carabinieri lo hanno bloccato e arrestato, mentre i soldi sono stati riconsegnati all’imprenditore. —
A.C.
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