Il dolore
Studenti universitari e nonni il Centro Le Creste fa boom
La struttura festeggia i primi 5 anni di vita con un apprezzamento a 360 gradi «Qui si studia bene e si socializza». E qualcuno vorrebbe pure l’apertura serale
Era il 21 dicembre 2013 quando il nuovo Centro Culturale Le Creste veniva inaugurato con l’obiettivo di offrire un moderno polo documentario e culturale, aperto a tutti. In questi cinque anni il Centro ha avuto uno straordinario successo: complici la posizione, l’ampia possibilità di poter parcheggiare, l’apertura di spazi dove trovare cibo, le molteplici iniziative culturali, la ludoteca e l’Informagiovani. Un luogo, insomma, dove il piacere della lettura si coniuga con la vitalità della struttura. Ecco perché Le Creste, oggi, è un centro molto frequentato. «Frequentiamo la sala studio da anni - raccotano Irene Nobili e Susy Creatini, studentesse universitarie di 22 e 21 anni - veniamo qui principalmente nei giorni in cui non dobbiamo frequentare i corsi all’Università o il sabato mattina. L’ambiente è silenzioso ed accogliente, e riusciamo ad avere la giusta concentrazione».
Sempre lo studio è il motivo che spinge Edoardo Masi, 23 anni, e Giulio Pascucci, 21 anni, di Solvay a frequentare assiduamente il Centro: «È l’unico posto in cui riusciamo a studiare bene - dicono - perché non abbiamo distrazioni e possiamo trattenerci anche tutto il giorno, senza doverci spostare. Mangiamo un primo alla Caffetteria, e poi di nuovo a studiare senza perder tempo».
«La sala comune è un luogo luminoso, tranquillo. Per lo studio è l’ideale. C’è anche una zona di lettura all’aperto con sdraio, poltrone e tavolini, perfetta in una giornata di sole come quella di oggi - aggiunge Alice Nannini, 22enne, studentessa, di Solvay -. Frequentando il Centro poi, si conosce gente e si fanno anche nuove amicizie. Forse sarebbe utile tenerlo più aperto la sera, magari organizzando qualche evento per noi giovani, soprattutto in inverno».
L’edificio è suddiviso in tre blocchi distinti, disposti lungo la strada coperta, che rappresenta un percorso interno, utilizzato sia da coloro che devono accedere all’edificio, sia da coloro che sono diretti al sottopassaggio della ferrovia. Nel blocco più esteso è localizzata la biblioteca, nel secondo l’Informagiovani, lo spazio giovani e la ludoteca; nel più piccolo caffetteria ed emeroteca.
«Vengo qui per portare mio figlio alla Ludoteca - racconta Tommaso Nencini, 32 anni di Solvay - forse potrebbe essere utilizzata meglio l’area antistante la Caffetteria. Magari con dei concerti».
Laila Hafiane, 18 anni, di Castelnuovo, studentessa dell’alberghiero, ha svolto uno stage nella Caffetteria: «C’è sempre stato un bel via vai di giovani - dice - sono studenti che vanno in biblioteca o ragazzi in cerca di lavoro che vengono allo sportello dedicato».
Aggregazione e socializzazione sono invece gli aspetti che sottolineano Alessio Maraglino, 38 anni, e Claudia Mariotti, 40enne di Castelnuovo della Misericordia: «Ho una figlia di 18 anni e sapere che frequenta un ambiente sano e sicuro come questo mi fa stare tranquilla», spiega Mariotti. «Vengo qui quasi ogni giorno. Prima vado in biblioteca a cercare nuovi libri d’arte poi leggo i quotidiani e faccio colazione con gli amici», aggiunge soddisfatto Mauro Gani, pensionato di Solvay, come Enzo Bilanci, che frequenta la biblioteca con la moglie, e spesso porta la nipotina. Anche Carla Freccero, monaco buddista di Santa Luce, si reca in biblioteca accompagnata dalla nipotina: «Vengo per studiare, lei mi accompagna e trova le sue letture preferite». —
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