Il Tirreno

Dal degrado a un nuovo futuro l’ex borsa merci è in vendita

Lucia Aterini

Il bando della Camera di commercio uscirà all’inizio di marzo ci potranno essere realizzati appartamenti e uffici 

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Il martedì mattina, giorno di mercato, si riuniscono in piccoli capannelli nella piazza centrale, della Libertà. Giovani e anziani, tutti imprenditori impegnati a trattare partite di grano o di altri prodotti agricoli. Arrivano da Prato, da Volterra, dalle campagne livornesi ma anche da quelle fiorentine. Eppure la Borsa merci è chiusa, perché pericolante, dal 2006. Era pericolante e comunque, già 15 anni fa, era stata travolta dall’avvento della tecnologia.

Ora, dopo anni di completo degrado, la svolta: a inizio marzo uscirà un bando della proprietà, la Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, per la vendita dell’intero immobile. Con la speranza che possa ritrovare il “Praesidium et decus” (Presidio e onore) che figura come motto (con una scritta di colore oro) ancora sui vecchi vetri dell’entrata a piano terra.

Oltre quattromila metri cubi in un grande edificio nel cuore della città realizzato negli anni Cinquanta (la borsa merci venne fu inaugurata nel 1957). Con un ampio loggiato e grande bassorilievo chiaro all’ingresso che esalta il lavoro nei campi. Il prezzo, al momento, non è stato reso noto .

Una via obbligata, quella che è stata scelta dalla Camera di commercio, dopo che, con la riforma di tre anni fa, le Camere di commercio sono costrette a liberarsi di tutte le attività che non sono strettamente attinenti al loro ruolo.

«In passato, sotto la presidenza di Sergio Costalli - spiega l’attuale presidente Riccardo Breda - venne realizzato anche un progetto che prevedeva il riutilizzo della struttura con destinazione residenziale e di uffici su quattro piani. E con due livelli interrati che sarebbero stati adibiti a parcheggi». Un investimento rilevante e che avrebbe dato lustro all’immobile. E che poi non si è concretizzato. Di conseguenza l’ abbandono è continuato senza sosta.

La condizione di degrado , però, non è passata inosservata nella cittadina. E ha fatto breccia nel cuore di un gruppo di cecinesi, imprenditori e non, che addirittura hanno messo in piedi un comitato per la difesa della borsa merci. Quella borsa merci che un tempo andava anche sul bollettino dei prezzi (tanto era il volume di scambi che produceva), come ricordano Italo Gallo e Luciano Ugolotti , appartenenti a questo gruppo che si è dato da fare per capire le sorti dell’immobile. E per tentare di non perdere la sua funzione originaria tentando anche una mini-riapertura di un punto di scambio tra commercianti e agricoltori perché, come spiega Gallo, «sono costretti a ritrovarsi in strada il giorno del mercato settimanale». «In passato - aggiunge Gallo - abbiamo avuto contatti con l’amministrazione comunale per un progetto che prevedeva la ristrutturazione dell’immobile con abitazioni ma mantenendo anche a piano terra uno show room di prodotti agricoli e una sorta di borsa merci per il martedì mattina».

L’unica possibilità di recuperare una minima attività potrebbe essere contenuta sempre all’interno del bando perché sull’intera volumetria una piccola fetta rimarrà di proprietà della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno. «L’auspicio - spiega il presidente - è che possa essere messa a disposizione degli imprenditori». —





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