Il Tirreno

MARINA DI CASTAGNETO 

C’è una panchina bianca dove Sara fu travolta

Divina Vitale
C’è una panchina bianca dove Sara fu travolta

Aveva 17 anni, uccisa da un’auto mentre camminava. Il sindaco Scarpellini: «Spazio per riflettere». I genitori commossi: «Grazie per il calore della gente»

3 MINUTI DI LETTURA







Un luogo per tutti. Una panchina bianca a simboleggiare una vita spezzata. Per far riflettere, per crescere, per responsabilizzarsi, soprattutto alla guida. Un messaggio rivolto ai giovani per far capire quanto sia importante il dono della vita. Sì perché investita da un giovane positivo all’alcol test è morta Sara Milo, 17 anni, studentessa fiorentina in vacanza con degli amici del liceo a Marina di Castagneto. Era il 31 luglio del 2015 quando fu uccisa, passeggiava lungo il ciglio della strada in prossimità del Cavallino Matto. Oggi l’hanno ricordata una folla di persone tra cui anche gli amici che erano con lei quella terribile notte e che sono scampati alla tragedia. Ma soprattutto i genitori Sergio ed Emanuela e Lorenzo Guarnieri, presidente dell’associazione onlus omonima, nata in ricordo del figlio ucciso da un automobilista, in una situazione analoga a quella di Sara. «Una panchina, in un piccolo spazio di quiete che favorisca la riflessione sul rispetto delle regole e della sicurezza della strada e per la quale abbiamo lavorato con la collaborazione delle classi prime della scuola media di Donoratico – ha spiegato il sindaco Sandra Scarpellini all’inaugurazione- . La cosa più insopportabile ancora oggi è il pensiero che possa succedere di nuovo. Ogni vita è una responsabilità collettiva. Ringrazio il padre di Sara e Guarnieri che fin dall’inizio ci hanno sollecitato a fare qualcosa di concreto per ricordarla. La campana suonava per tutti, questo gesto deve essere un monito per aver rispetto della vita altrui. Le istituzioni devono essere le prime ad intervenire e a garantire la sicurezza. Oggi sono orgogliosa della nostra comunità e della fascia che rappresento. Gli scout qua attorno a testimoniare che si cresce con delle regole, nel sistema sociale e civile vigono delle regole che vanno rispettate». Un abbraccio corale che ha avvolto la panchina posizionata all’inizio del viale dei Cavalleggeri proprio davanti alla rotonda del parco giochi. Poco più avanti è morta Sara Milo in una notte incancellabile per molte delle persone presenti. «Non vengo qui da 4 anni e non era nei nostri programmi ritornare – ha detto Sergio Milo, stringendosi alla moglie Emanuela che ha in mano una una rosa blu- da quel giorno in cui ho visto mia figlia priva di vita. Sara non è mai partita è sempre stata qui e questa panchina per noi ha un grande valore. Dovevamo esserci anche per ringraziare la comunità di Castagneto del calore che ci ha dimostrato. Le frasi che gli alunni delle scuole medie hanno scritto ci hanno emozionato. La strada è un luogo importante della nostra vita ma non vi si può morire. Ci sono delle regole da rispettare come quella di non bere e sono i ragazzi oggi qui presenti che debbono metabolizzare questi messaggi. Da quel giorno è solo la fede in Dio ci dà la forza di andare avanti». «Questa panchina deve restare così – ha aggiunto Guarnieri – bianca, candida come era Sara. Quando vado nelle scuole, per sensibilizzare le coscienze dei ragazzi ad un tema così importante come il rispetto delle regole della strada, sono sereno perché so che loro rappresentano la soluzione del futuro. Loro sono il futuro. Oggi ci siamo sentiti importanti perché questo è un tema molto importante che non va mai sottovalutato». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa