Lutto
Un piano di recupero per l’ex pastificio Mocajo
Approvato dal consiglio comunale di Guardistallo, prevede l’abbattimento di una parte dell’edificio in degrado e il riuso di volumi ad uso residenziale
GUARDISTALLO. Un piano di recupero dell’ex pastificio Mocajo che arriva dopo 50 anni dalla chiusura. È quanto ha approvato il Consiglio comunale di Guardistallo. Un cambiamento definito epocale dalla gente del posto che dal ’64, anno di chiusura del pastificio, ha visto degradare la grande struttura, costituita anche da una torre altissima, che conta fino a cinque piani. Un pastificio che nel dopoguerra dava lavoro a un centinaio di persone, in fabbrica, senza parlare dell’indotto esterno. «Una svolta importante – commenta il sindaco Sandro Ceccarelli –: un progetto esecutivo che ci auguriamo parta già con la fine del 2019 con la demolizione delle parti più problematiche. Infatti il progetto esecutivo prevede la demolizione della parte più alta, la torre, un luogo che ha dato molti problemi per la presenza eccessiva di piccioni. Mentre resterà la palazzina di tre piani, a destinazione abitativa, e sotto si insedierà la parte commerciale. Una rinascita urbanistica di Casino di Terra, oltre allo stimolo sull’indotto lavorativo che ci auguriamo potrà sviluppare». Una gestazione molto complicata quella del post-pastificio, i cui edifici furono acquistati da due società separate che non sono mai riuscite a far convogliare un piano comune. Ma oggi siamo arrivati al dunque.
Il passato. Fin dal Piano strutturale del 2006 la normativa urbanistica ha sempre considerato l’ex Pastificio come unica entità non tenendo conto delle diverse due proprietà: la società immobiliare Aria srl e la società Tomo.Bi Srl., divise catastalmente e di fatto. Due società con oggetti sociali, destinazioni e compagini sociali con scopi nettamente diversi. Davanti ad una impossibilità di recupero dell’area c’era stata la proposta di trasferire parte degli oltre 10mila metri cubi di volume in un’area di Guardistallo, dove già il vecchio Piano regolatore aveva previsto una lottizzazione.
GLI ACCORDI. La proposta prevede il mantenimento del dimensionamento esistente relativo sia alle quantità di Sul (superficie utile lorda) in gioco, che alle loro destinazioni d’uso, operando quindi le stesse riduzioni volumetriche; il mantenimento delle stesse opere di carattere pubblico (marciapiede e parcheggio) ad oggi previste e a carico sempre del soggetto attuatore; il mantenimento delle stesse perimetrazioni, la possibilità di trasferimento delle stesse quantità di superficie a carattere residenziale nell’area Il Fontino; la possibilità di recupero fino al secondo piano del fabbricato esistente anziché fino al primo. La proposta di modifica è quindi finalizzata quasi esclusivamente alla modalità di intervento, che possa cioè permettere a ciascun proprietario l’attuazione della propria parte senza recare danno o limitazioni altrui.
«Viene proposto in sintesi – si legge nella delibera - che all’interno dell’area originaria del perimetro vi sia una suddivisione in due sub-comparti. Tali comparti vengono ora proposti in funzione del regime proprietario degli immobili. La maggiore altezza proposta scaturisce invece da considerazioni di natura architettonica del fabbricato esistente e dalle volumetrie in gioco presenti nel contesto».
«Si sta aprendo una fase epocale – conclude il sindaco - Siamo riusciti a mettere a tavolino i due interlocutori, e davanti investitori reali. Casino di terra apre così uno scenario di rivalutazione nel cuore della Val di Cecina». —
Divina Vitale
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