Sicurezza
L’ex ufficio anagrafe in pieno degrado
Cecina. I residenti di via Boccaccio esasperati per le pessime condizioni dell’immobile: «Calcinacci e muffa dalle pareti»
CECINA. «È un po’ fatiscente e niente affatto bello da vedere. Come è stata riqualificata la strada sarebbe carino venisse fatto lo stesso con questo edificio che è qui da anni, abbandonato a sé stesso». Quella di Alessio Colamartino è l’opinione prevalente dei residenti di via Boccaccio, che da anni si trovano a convivere con l’edificio che una volta ospitava gli uffici comunali dell’anagrafe. «Noi viviamo qui da 4 o 5 anni e l’abbiamo sempre visto così. A volte, capita di trovare aperta la porta del garage adiacente e chiamiamo i vigili, che subito vengono a richiuderla. Oppure le barre di legno divelte e siamo noi a rimetterle a posto. Una soluzione va trovata – sottolinea Maria Calazza - perché non è bello vedere un edificio e anche gli alberi che ci sono dentro abbandonati». Altrettanto spesso capita che «senzatetto lo utilizzino come rifugio notturno oppure che i ragazzi entrino dentro per bere, lasciando le bottiglie in giro. Ci è anche capitato – spiega Vincenzo Cimmino – di chiamare i carabinieri. È un peccato vederlo così, sembra una favelas. Il mio consiglio è quello di buttarlo giù e di sfruttarlo in altro modo».. Della stessa opinione Cinzia Ceppatelli, residente di via Boccaccio e confinante con lo stabile in disuso, «con il quale condivido una parete. Tra i due edifici è stata inserita un’intercapedine, vuota all’interno, che crea muffa e crepe nel mio appartamento. Quali possano essere delle prospettive future non saprei, però devo dire che ci convivo male, anche perché è brutta fatiscente. Questa è sempre stata una via storica di Cecina e ora è diventata uno scempio, soprattutto per la mancanza di pulizia. Il risultato è sotto gli occhi di tutti». Suggerisce la creazione di «una casa famiglia oppure un centro per la cura della tossicodipendenza Emma Lubini ma che resti così proprio no. È un peccato e non è carino da vedere, soprattutto per noi che abbiamo le finestre proprio di fronte all’edificio». A ripercorrerne la storia è Marco Magalini, per il quale quell’edificio «è sempre stato l’ufficio dell’anagrafe. Ho visto anche il trasporto della tomba etrusca che era all’interno. È un peccato che sia così in abbandono però non sono del tutto favorevole alla creazione di appartamenti perché Cecina è piena di appartamenti, molti dei quali invenduti. Non ho mai pensato a quale potrebbe essere l’alternativa però quello che mi viene in mente è di destinare lo spazio alle attività dei giovani o dedicarlo ad ospitare delle mostre. A mancare, infatti, sono proprio spazi da dedicare ad attività culturali». Non mancano voci fuori dal coro, residenti che preferiscono «che resti così, anche se è brutto piuttosto che avere i lavori di fronte casa e persone nuove». Infine residenti, che scelgono di rilasciare dichiarazioni senza fornire il nome, che vorrebbero «evitare di ritrovarsi con un edificio di 3 o 4 piani di fronte che toglierebbe luce e che andrebbe ad incrementare soltanto la mancanza di parcheggi che viviamo ogni giorno». —
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