Gioco
«Aprire altri negozi che facciano rete intercettando anche sponsor privati»
Parlano i gestori delle nuove realtà commerciali: «Tre mesi sono pochi per un bilancio, ma l’esperienza è positiva»
Un esperimento che sta riuscendo, anche se è necessario incrementare ulteriormente l’aggregazione dei cittadini lungo la via Aurelia. Questa la ricetta dei pop uppers, ossia i titolari delle sette nuove attività avviate lo scorso 15 dicembre nel centro cittadino con l’obiettivo di rivitalizzare il settore commerciale sull’Aurelia e le strade limitrofe. Un progetto del Comune, finanziato con fondi regionali, che di fatto garantisce il pagamento degli affitti per tre mesi, fino al prossimo 17 marzo.
«In questi primi due mesi - spiega Romina Colombini, di “Coccole senza glutine” su via Berlinguer - il lavoro è aumentato, arrivano clienti da Cecina e Vada. La nostra è un tipo di attività che non esisteva a Rosignano e quindi sta avendo un buon riscontro». Positivo il giudizio di Maura Galligani (Ricami e confezioni, in via Aurelia 250) che spiega come «il commercio a Rosignano è un settore difficile, ma vedo che le persone mi conoscono e pian piano si stanno avvicinando alla mia attività. Devo ancora valutare se proseguire questa esperienza».
Soddisfatte anche Marta e Camilla Cantini, di “Dimensione stampa” su via Catalani: «Noi avevamo già una attività in zona, le persone ci conoscevano, quindi abbiamo avuto un riscontro positivo in questi due mesi. Quel che abbiamo notato è che i negozi legati al progetto Pop up sono un po’ distanti, diciamo che è una situazione un po’ dispersiva, bisognerebbe ripetere l’operazione e aprire altre attività commerciali di questo tipo nel tratto centrale dell’Aurelia».
È dello stesso parere Salvatore Carbone, che con il figlio ha aperto “Delizie di Sicilia” nel tratto sud della via Aurelia: «Per incentivare ulteriormente la frequentazione della zona bisognerebbe coinvolgere di più i giovani, magari facendo venire i ragazzi della scuola alberghiera o di altri indirizzi a vedere da vicino cosa è l’artigianato».
Praticamente la totalità dei titolari dei nuovi negozi è intenzionata a proseguire l’esperienza anche dopo la fine del progetto Pop up. «Forse per avviare questo percorso - dice Laura Cardone di “In bocca al lupo” su via del Popolo - era meglio scegliere mesi più caldi, perché in inverno la gente non esce. Noi comunque vorremmo continuare questa esperienza, non è detto sia in questo stesso locale». Intenzionati a rimanere anche Simone Cai, che ha la scuola di sub su via del Popolo («Mi fa comodo un punto che dia visibilità alla mia attività durante l’inverno»), ed anche Chiara Balzini, che ha aperto “L’atelier della danza” a metà della via Aurelia: «Siamo negozi nuovi, ed è chiaro che il giro di clienti deve prendere corpo. Ma la mia intenzione sarebbe quella di rimanere».
Infine Pietro Rotelli, che su via del Popolo ha aperto la sede dell’associazione culturale Sacco by Ondaradioattiva che sottolinea «l’estrema positività del progetto», e allo stesso tempo auspica che anche soggetti privati possano in qualche modo, magari con borse di studio o voucher, possano promuovere iniziative del genere». —
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