Sicurezza
Erosione, il rebus della bonifica
Vada. La Regione: cantiere entro fine mese. Ma le cose si complicano. Baldeschi, Circolo Nautico: «Era meglio intervenire prima»
VADA. Si aspetta da 15 anni. Ed ora, lungo la Marina - tra il Cavalluccio Marino e la Barcaccina - s’incrociano le dita. La notizia che la Regione Toscana ha finalmente appaltato i lavori ad un consorzio di imprese con una capofila di Varese, da un lato rassicura. Perché adesso si parte coi 3 pennelli e i 17.000 mc di sabbia per il ripascimento di un lungomare che è ormai una striscia sottilissima di sabbia. E non può durare a lungo così. Ma sui tempi e le modalità dell’intervento (cantiere di 163 giorni, assicurano da Firenze) permangono dubbi ed incertezze.
«Mi auguro che non ci siano stop, che si lavori per essere pronti a giugno», ci aveva detto alcuni giorni fa Ilaria Musto, titolare dello stabilimento e del ristorante La Barcaccina. E sebbene l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, in un comunicato, abbia assicurato che a fine febbraio si parte, l’incognita principale – oggi – si chiama bonifica. Perché prima di iniziare a costruire il primo pennello occorre realizzare una ricognizione dei fondali per scongiurare la presenza di ordigni bellici e va eseguita un’indagine archeologica. Ma per far questo occorre liberare lo spazio d’acqua dai corpi morti, dagli ormeggi e dalle catenarie delle imbarcazioni ormeggiate in un’area interessata dai lavori. Operazione che spetta al Circolo Nautico. Mario Baldeschi, il presidente, confessa che non è una cosa semplice. Anche perché al Circolo sono passati una quarantina di iscritti dell’associazione Forza Sette che deteneva una settantina di ormeggi proprio in quel tratto di mare. Ed ora, l’eventuale rimozione, è in collo al CN.
«Aspettiamo un provvedimento – dice Baldeschi - ma è chiaro che queste operazioni vanno fatte in inverno, per creare meno disagi possibili. Non vorremmo trovarci a rimuovere le catenarie ed i corpi morti a ridosso, o peggio ancora, in estate».
Manca dunque un’ordinanza comunale per la quale, probabilmente, gli uffici attendono comunicazioni più precise dalla Regione Toscana, l’ente appaltante dei lavori. C’è da sapere se il cantiere partirà da nord, dalla Bucaccia; dove si metteranno al lavoro i mezzi della ditta Vanni di Cecina e se procederanno da nord-sud (in tal caso l’area degli ormeggi sarà interessata per ultima dai lavori). Ma soprattutto quando partirà questa bonifica con l’indicazione di uno stop dei lavori per il periodo pasquale. Corpi morti e catenarie vanno rimossi perché potrebbero ostacolare l’attività di ricerca e scandaglio del fondale marino da residui della guerra. E’ questo il problema del momento.
Con un occhio di attenzione che - come ricordava il presidente della Pro loco di Vada Roberto Creatini, va rivolto anche più a sud. Da Vada al Tesorino le ultime mareggiate si sono mangiate una bella fetta di spiaggia. Servono soluzioni, senza più attese di anni. —
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