Il Tirreno

Rosignano

Spaccano e rubano, la gente chiede le telecamere

Alessandra Bernardeschi
Un tratto dell'Aurelia a Rosignano Solvay
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Un tratto dell'Aurelia a Rosignano Solvay

Allarme vandalismi tra piazza Musselburgh e l'Aurelia. Parlano residenti e commercinati

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ROSIGNANO. Vetri rotti, scritte sui pannelli fonoassorbenti posizionati dalle Ferrovie lungo la via Aurelia, ragazzi che, di notte scavalcano la recinzione metallica, a monte della via Aurelia, per raggiungere i binari del treno, ladri che forzano le porte dei negozi durante la pausa pranzo, pannelli mortuari divelti, sottopassaggi ferroviari imbrattati. Questa la situazione nell’area compresa tra via della Costituzione e la via Aurelia a Rosignano Solvay.
Una situazione che va avanti da tempo e per la quale i cittadini chiedono maggiore sorveglianza attraverso video camere, controlli durante la notte da parte delle Forze dell’Ordine ma anche maggior senso civico. «Mi sa che ci sia poco da fare per contrastare tutto questo - dice Martina Giobbi - si tratta di educazione e senso civico. Educazione da parte delle famiglie che dovrebbero educare al meglio i figli e senso civico da parte dei cittadini che dovrebbero segnalare alle forze dell’ordine quando vedono comportamenti pericolosi o scorretti. Molti giovani, durante la notte, scavalcano la rete di recinzione per ritrovarsi vicino ai binari del treno. Una situazione molto pericolosa».


Ed in effetti, basta andare a monte della ferrovia, sul lato via Ciro Menotti dove la balaustra di ferro ormai arrugginita che passa sopra il botro Secco è piuttosto bassa, per notare numerose scritte e murales proprio sul lato interno delle barriere fonoassorbenti. Scritte dunque che non possono che essere state eseguite da giovani che hanno scavalcato, in qualche modo, la recinzione. Un atti vandalico ma soprattutto un comportamento pericoloso. Scritte e danni agli arredi che offrono un’immagine di degrado a quello che è il centro del paese. «Sicuramente l’immagine di chi arriva a Rosignano Solvay non è selle migliori - dice Riccardo Fargion di Punto Casa - occorrerebbero più controlli e il posizionamento di telecamere. Capisco che vi possa essere, come in molti dicono, una situazione di privacy. Ma al momento le telecamere rappresenterebbero una sicurezza in più. Qualche mese fa hanno forzato la serratura della porta della mia attività. E’ successo non la notte ma durante la pausa pranzo. Mi hanno portato via un portatile. Come è accaduto a me - conclude - è successo anche ad altri operatori dell’Aurelia».

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Atti di vandalismo? «Qui si apre un discorso molto più ampio sul mondo dei giovani e di come alcuni di loro si muovo all’interno della società - dice Ranieri Manfrin - un discorso che parte dalle scuole e dalle famiglie. Come abbiamo già visto il Comune interviene per riparare e per ripulire ma dopo pochi giorni tutto è come prima. L’installazione di telecamere potrebbe al momento frenare questi atti; ma dobbiamo sicuramente agire sull’educazione». Non la manda a dire Pierino Donati: «Una settimana fa sono state tagliate di netto le reti del campo di calcio di via della Repubblica. Troppa libertà e troppa maleducazione tra i giovani di oggi e la prima responsabilità è quella delle famiglie. Il Comune ha fatto la pista ciclabile ma nessun ciclista la utilizza e lo dico io che sono stato Presidente regionale della Lega Ciclismo della Uisp. Le persone debbono essere educate».

Pochi giorni fa “hanno sbarbato il cartello di ghisa delle onoranze funebri - dice Ilario Dell’Agnello del negozio La Vecchia Cantina - spesso troviamo bottiglie di birra abbandonate sui gradini dei negozi. Tutte cose che vengono fatte di notte. Ci auguriamo un maggiore controllo”. «Sono atti vandalici - dice Emiliano Gronchi della Oreficeria Marivera - però devo dire che se i writers fanno bei disegni la cosa non mi disturba. Come avevano fatto nel sottopasso ferroviario di via del Popolo. Erano disegni che potevano decorare il luogo ma anche quelli sono stati deturpati dopo poco». Intanto secondo stime il comune di Rosignano spende ogni anno per riparare arredi pubblici «una media che va dai 30 mila fino ai 50 mila euro - dice l’assessore al bilancio Daniele Donati - tutto dipende dalla natura del danno». —

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