Lutto
Rischia di restare anche senza casa l’agricoltore espropriato 2 volte
Stamani è atteso l’ufficiale giudiziario ma lui non si arrende e si affida alla Rete
IL CASO
In causa con lo Stato da 40 anni, il signor Arnaboldi attende oggi l’ufficiale giudiziario. 18 febbraio è infatti la data stabilita per l’esecutività dello sfratto. Una storia che ha dell’incredibile. Tutto nasce da un esproprio forzoso dell’Anas per costruire la Variante Aurelia. È il 1980: Franco Arnaboldi, imprenditore vivaista di origini comasche, ha 39 anni. L’esproprio gli divide in due la proprietà, a Collemezzano. Lui si oppone, fa causa e la vince. Ma Anas fa appello e, di rinvio in rinvio, si arriva al 2007. Vittoria confermata, Arnaboldi ha diritto a un risarcimento di 700mila euro: tre gradi di giudizio confermano infatti che è una “illecita acquisizione usurpativa” di 3 ettari dei 16 della sua azienda agricola. Ma il risarcimento a cui è condannato lo Stato, dallo Stato non arriva mai.
Arriva invece Sat, nel 2010, che firma la concessione con Anas su un pezzo di Variante per costruire l’autostrada. E gli espropria un’altra parte di terreno. Arnaboldi apre così una seconda battaglia che arriva fino alla Corte europea per i diritti dell’uomo.
A 77 anni il coltivatore continua a combattere. Ma nei meandri della burocrazia e di una giustizia lumaca si arriva al pignoramento della sua (unica) casa, all’interno della proprietà. Casa che, andata all’asta, è stata acquistata da un privato, e di cui stamani l’ufficiale giudiziario dovrebbe rendere esecutivo lo sfratto.
Cosa è successo per arrivare al pignoramento della casa? La vicenda è complicata. Nel 2004 il consulente tecnico chiamato dalla Corte d’appello per eseguire una nuova perizia dei danni gli presenta il conto. E in virtù del principio della “solidarietà provvisoria”, nel 2005 ottiene che a pagare sia il coltivatore. «Le mie proposte di farlo a rate - aveva già raccontato Arnaboldi al Tirreno, che da anni si è occupato della sua vicenda - o vincolando una quota della mia modesta pensione non sono mai state accettate dalla controparte». Così nel 2009, dopo il pignoramento di macchine agricole, viene aggredita la sua casa. Dopo 12 incanti si arriva all’aggiudicazione. Il 20 luglio 2018 il bene viene trasferito all’acquirente.
Ma il signor Arnaboldi non si arrende. La sua storia è diventata una delle più cliccate petizioni on line su change.org, dal titolo “Quando l’ingiustizia diventa legge”. Già 81mila persone hanno firmato il suo appello. —
Maria Meini
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