Il Tirreno

Esondazione del fiume, Fedeli: «Il letto è sporco»

Manolo Morandini
Esondazione del fiume, Fedeli: «Il letto è sporco»

La sindaca di Montescudaio vuole verificare l’accaduto con gli enti competenti. La presenza di detriti e altri materiali avrebbe ostacolato il deflusso dell’acqua

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La piena come cartina di tornasole. Passata l’emergenza restano danni limitati, ma la misura del pericolo corso non può essere sottovalutata. La sindaca di Montescudaio Simona Fedeli è determinata ad andare a fondo. Qualcosa non ha funzionato. «Il letto del fiume Cecina sporco – dice – non ha fatto defluire l’acqua verso valle come avrebbe dovuto».

Non ha dubbi la sindaca Fedeli. E ad emergenza rientrata, con il livelli di portata del fiume abbondantemente al di sotto delle soglie di allarme, si dice determinata ad andare a fondo. «Come amministrazione comunale faremo un passaggio di verifica e un’analisi con chi ha la competenza sul fiume – sostiene – perché il letto non era pulito e questo ha impedito il corretto scorrimento verso valle dell’acqua».

Il collo di bottiglia sarebbe all’origine di quanto accaduto in località Scornabecchi. «L’acqua di piena non defluiva e alla fine si è riversata nei campi e nel laghetto dell’ex cava Nencini, di fronte allo Scornabecchi – ricostruisce la sindaca Fedeli –. Un cavo che ha funzionato da cassa di espansione naturale. Qui l’acqua ha continuato a salire fino a provocare lo smottamento che ha determinato la rottura di un tratto di argine lungo circa sei metri». Ed è in questa zona che nel pomeriggio del 2 febbraio in via precauzionale è stata decisa l’evacuazione da una casa di una famiglia di cinque persone. «La situazione non è più critica, il livello del fiume si è abbassato e la mattina del 3 febbraio è stata chiuso la centrale operativa comunale di protezione civile. Anche la famiglia che era stata evacuata e accolta presso un appartamento all’interno del residence Le Fontanelle, nel centro storico di Montescudaio, è tornata nella propria abitazione – conclude Fedeli –. Ringrazio i vigili del fuoco per l’attento e costante lavoro di monitoraggio di quella zona nell’intera giornata del 2 febbraio e nella notte».

Il livello del fiume è in deciso calo. La situazione è sotto controllo dopo essere stata oltre il livello di guardia. Alla Steccaia alle 12,30 del 2 febbraio il fiume ha fatto registrare il picco di altezza idrometrica: 7,34 metri. Una seconda ondata di piena si è registrata alle 3,15 del 3 febbraio (5,39 metri) per poi progressivamente defluire nel corso della mattinata e del pomeriggio. Anche se il Centro Funzionale della Regione Toscana ha prorogato l’allerta meteo per il rischio idraulico fino a mezzanotte di domenica 3 febbraio.

Si tirano le somme dell’allerta meteo anche a Cecina dove la centrale operativa comunale di protezione civile è stata chiusa nella tarda serata del 2 febbraio. «La giornata del 2 febbraio è stata impegnativa, ma tutto si è risolto per il meglio, grazie soprattutto all’impegno di tante persone – afferma il sindaco di Cecina Samuele Lippi –. Un ringraziamento ai volontari, agli agenti della nostra polizia municipale, agli operai comunali e addetti alla protezione civile, ai vigili del fuoco e alle loro unità cinofile, fluviali e agli elicotteristi che mi hanno accompagnato in volo a controllare il territorio dall’alto». —



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