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Strada, annullata la vendita Il Comune fa marcia indietro

Manolo Morandini
Strada, annullata la vendita Il Comune fa marcia indietro

La via vicinale del Nocino nel tratto finale da molti mesi è chiusa con cancelli La decisione a seguito delle segnalazioni di alcuni cittadini e di Legambiente

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Sfuma la vendita. Anche la parte terminale della strada del Nocino rimarrà vicinale pubblica. Ma è servita l’ostinazione di alcuni cittadini e la lente di Legambiente a far tornare il Comune di Castagneto Carducci sui suoi passi. Restano però i cancelli. Che ancora sbarrano il passaggio a chi volesse imboccare la sterrata nei pressi dell’hotel Zì Martino per raggiungere la piazza del Popolo, evitando la trafficata provinciale.

A dicembre del 2017 Il Tirreno aveva segnalato che da lì non si poteva più passare. «Era la strada che i nostri ospiti usavano per andare a piedi in paese». Così ci avevano risposto bussando alle strutture turistiche della zona. «Ora sono obbligati a passare sulla provinciale e di sera senza luce e marciapiede è estremamente pericoloso».

Si tratta dell’antica via di San Giusto, che univa Castagneto alla pianura prima che venisse fatta la provinciale. All’origine del tentativo di privatizzazione ci sarebbe un pasticcio datato 2006, quando venne fatta una revisione delle strade extraurbane. Quel tratto sugli elaborati grafici viene indicato come privata senza indicare dov’è il tracciato pubblico.

Che cosa è successo? Il proprietario del terreno a lato della strada, l’ex sindaco di Castagneto Carducci Fabio Tinti, ottenuto il permesso a costruire una casa ha chiesto di poter chiudere la strada. E dal Comune ha avuto il via libera. Poi ha venduto. Eppure nell’atto di compravendita del 7 febbraio 2018 si legge che l’accesso alla proprietà “avviene da una strada vicinale che si diparte dalla via Bolgherese”. E specificando i confini, al di là delle altre proprietà private, si indica proprio la strada comunale di San Giusto. Ad acquistare è la farmacista Donata Satriano. Il 21 marzo di quello stesso anno viene presentata all’ufficio tecnico comunale la comunicazione di inizio lavori (Cila) a firma dell’ingegner Marco Sarri, attuale consigliere comunale di maggioranza. Lavori di manutenzione straordinaria: “Movimento terra e opere relative alla sistemazione e pavimentazione di strada privata e di vasca per la raccolta delle acque meteoriche”, si legge.

Le date sono importanti. Il 14 dicembre gli attivisti del Circolo Legambiente Costa etrusca accendono i riflettori con un’assemblea pubblica su una serie di casi. E tra questi c’è la strada del Nocino. Nell’occasione la sindaca Sandra Scarpellini invia un contributo scritto che viene letto. «Sul regime delle strade vicinali non è stata operata negli anni puntuale attenzione, complice la non perfetta chiarezza del vigente Piano strutturale, dove le piante indicano quali sono le strade individuate come invarianti strutturali e le delibere di giunta allegate danno indicazioni diverse che conducono al declassamento delle medesime strade in realtà storiche». Per proseguire: «La condizione di strada storica e invariante strutturale della strada del Nocino fa sì che questa stessa sia stata erroneamente oggetto di possibile cessione a privato». Per concludere: «L’ufficio tecnico, dopo maggiori verifiche, è arrivato a determinazione che la strada del Nocino non possa essere ceduta. Ogni pratica edilizia legata in qualche modo alla vicenda sarà ovviamente oggetto di debita attenzione».

Risultato: il 28 dicembre viene firmata la determina 535 dal responsabile Governo del territorio Moreno Fusi. I soldi versati al Comune da Satriano il 15 novembre 2018 per l’affidamento dell’incarico per la valutazione della strada vengono restituiti, si tratta di 1.119,96 euro. “La procedura avviata è stata sospesa d’ufficio”, recita la determina. —



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