Gioco
Muore travolto dal treno alla stazione la vittima aveva 19 anni, era sulla banchina
Ascoltava la musica con gli auricolari, una distrazione potrebbe essere la causa dell’incidente. Aperta un’inchiesta
NAVACCHIO. Il buio, gli auricolari alle orecchie per ascoltare la musica, gli occhiali neri, da sole in tasca. E’ fermo lungo i binari, oltre la linea gialla, davanti alla sala d’attesa della stazione di Navacchio. Sono circa le sei di una domenica mattina gelida e Simone Bertoli, 19 anni, aspetta un treno per tornare a casa. Ma durante l’attesa, mentre è da solo, trova la morte.
Un convoglio regionale partito da Pisa urta e travolge il giovane. Sarà il macchinista, informato anche da alcuni passeggeri che come lui avevano sentito il rumore dell’urto a dare l’allarme appena il treno si ferma, pochi chilometri dopo, alla stazione di Cascina. E’ proprio il macchinista, un ferroviere con tanta esperienza sulle spalle, residente a Livorno, ad attivare il 118 e la polizia ferroviaria. Una volta raggiunta la stazione successiva, il conducente del treno scende e vede tracce di sangue sul convoglio. E’ sotto choc, intuisce subito quello che potrebbe essere successo. Quando i soccorritori del 118 arrivano a Navacchio - sul posto la Pubblica assistenza di Pisa - trovano solo i resti del povero ragazzo. Recuperano il giaccone, il cellulare a pezzi, gli auricolari e gli occhiali da sole. Ma per il ventenne non c’è molto da fare.
Un telo bianco copre la salma mentre si cerca di ricostruire quello che fin dall’inizio appare come un incidente. Il macchinista racconta di avere visto il giovane che era fermo lungo i binari, oltre la linea gialla, consigliata ai pedoni per mantenersi in sicurezza. C’è chi odice di averlo visto piegato in avanti. Potrebbe essere morto per una distrazione, per non avere sentito arrivare il treno 11702 partito da Pisa per Firenze alle 5.39.
A Navacchio arrivano carabinieri e polizia ferroviaria che ora segue le indagini. La salma viene trasferita a medicina legale e per tutta la giornata gli inquirenti cercano di ricostruire come la vittima ha trascorso le ultime ore di vita. L’inchiesta prenderà in considerazione più ipotesi. Ma al momento quella più probabile racconta una tragica fatalità. La stazione è videosorvegliata e di conseguenza le immagini potranno aiutare a ricostruire i fatti. Sia la polizia ferroviaria che i carabinieri di Santa Luce per tutta la giornata di ieri hanno sentito i familiari: i genitori sono separati, la madre viveva insieme al figlio nella frazione di Pastina, e anche il padre sta in paese.
Simone Bertoli aveva frequentato l’istituto alberghiero a Pisa. Ma da alcuni anni con la scuola aveva chiuso, faceva lavori saltuari e uno di questi lo aveva fatto in un’azienda agricola a Fauglia. La madre, Sonia Donati, impiegata, è stata candidata alle ultime elezioni comunali a Santa Luce nella lista che sosteneva l’attuale sindaca Giamila Carli. «Sono sconvolta da questa notizia – dice la sindaca – in una piccola comunità come la nostra è facile conoscersi tutti».
Il paese è sotto choc. Chi conosceva Simone sapeva che l’altra sera doveva andare in un locale della Valdera insieme ad alcuni amici che abitano a Cascina e in Valdera. Come da Pontedera sia arrivato a Navacchio ancora non è chiaro e la polizia ferroviaria sta cercando di accertarlo. —
Sabrina Chiellini
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