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Demolizione Bayahibe Meetup storico 5 Stelle: «La guerra non è finita»
san vincenzo. Non ha dubbi il Meetup storico San Vincenzo 5 stelle sulla vicenda Bayahibe: «La guerra non è ancora vinta». La demolizione del cantiere abusivo dello stabilimento balneare realizzato sulla spiaggia a lato di via del Tirreno a San Vincenzo è alle battute finali. Lo smantellamento della struttura che per anni ha segnato quello scorcio di litorale, e finita al centro di una guerra di carte bollate e sotto la lente della Procura della Repubblica di Livorno, ha preso le mosse lo scorso dicembre.
«La battaglia sulla struttura balneare denominata Bayahibe non è terminata con la demolizione – afferma il Meetup storico –. Anzi probabilmente quella stessa epurazione edile non è che l’inizio di un nuovo scontro che metterà ancora in gioco, non solo l’immagine di San Vincenzo, ma anche i cittadini che credevano di aver ottenuto giustizia non solo nel proprio interesse». E proseguono: «La sentenza, di circa 70 pagine, quella che riporta i ricorsi, i fatti, i dati, a nostro avviso non si impegna a rendere inefficace il piano spiaggia del 2006. Le norme tecniche attuative alla variante del Piano spiaggia approvato nel 2013, inserisce quell’area come “6. 1 Via Tirreno – Nuovo stabilimento balneare” infatti nella sentenza sopra citata, si parla di difformità progettuale dal piano per quell’area presentato nel 2005 e per questo non poteva essere rilasciata la concessione a costruire. Chi avrà cura e pazienza di leggerla, potrà probabilmente interpretare meglio la causa per cui la previsione di creare uno stabilimento balneare in quell’area non è sfumata». Il Meetup storico San Vincenzo 5 stelle non ha dubbi: «Ormai abbiamo capito che per fermare un sistema come quello messo in piedi a San Vincenzo, serve un cambio di rotta radicale e con presupposti diversi». E concludono: «L’ignorare le istanze dei cittadini e lo sperpero di denaro pubblico che ci sarà per risarcire danni e pagare le cause, finiranno solo quando questo sarà compreso dalla comunità, oppure quando il nostro territorio sarà ridotto in macerie». —
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