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Certezze e garanzie per finire il progetto Le carte del cda Porto verso l’assemblea

Manolo Morandini
Certezze e garanzie per finire il progetto Le carte del cda Porto verso l’assemblea

All’esame dei soci la proposta di vendita di rami d’azienda Matteoli: «È il risultato di più di un anno di trattative»

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«Siamo a una svolta decisiva per il progetto». Il presidente della Porto di Cecina Spa Giuliano Matteoli lo sottolinea insieme al resto dei componenti del consiglio di amministrazione. Una sola voce per restituire la forza della proposta che assicurano «rappresenta il risultato di un anno e mezzo di trattative e confronti serrati. Un’occasione importante per confrontarci sulla quale auspichiamo una massiccia partecipazione dei soci all’assemblea del 10 febbraio». In ballo c’è la certezza della continuità aziendale. Quella per cui le prospettive di portare in fondo la maxi operazione alla foce del Cecina, sia sul fronte mare che a terra, affacciano su un orizzonte nuovo. Tanto che a giugno s’immagina di tenere l’assemblea ordinaria per l’approvazione dei bilanci degli esercizi 2017 e 2018.

Restano due gli aspetti che reclamano una svolta: la forte tensione finanziaria, per l’indebitamento verso le banche e i fornitori, e la mancanza di certezze sull’esito delle operazioni in essere sul comparto immobiliare e il completamento del porto. Il Cda della Porto Spa si presenta ai soci con due alternative. Anche se già nell’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria è chiaro che si punta sulla proposta di acquisto di rami di azienda “costituenti l’attività di costruzione e gestione del porto e degli altri rami collegati”, si legge. E gli interlocutori sono gli imprenditori che fanno capo alla società veicolo Peverell Holding Ltd, che per il comparto immobiliare hanno già sottoscritto un preliminare. Avrebbero allargato i loro interessi su altri comparti. Si tratta di una società veicolo che riunisce una rete di imprenditori internazionali. Ma non è dato conoscere di più. Il nodo che non si scioglie è stretto dai vincoli di segretezza che legano il Cda della Porto Spa al partner interessato a rilevare gli asset.

«La proposta che presenteremo agli azionisti, anche nel loro rispetto in occasione dell’assemblea, ci permetterà di soddisfare la visione che ha ispirato e raccolto la fiducia delle centinaia di soci che hanno dato vita a questa esperienza – dicono i consiglieri di amministrazione –. Nessuno si è mai immaginato nei panni dell’imprenditore portuale o immobiliare. Quello che ci ha spinti a dare gambe al progetto da sempre è stata l’idea di avere un posto barca di proprietà e i necessari servizi. Il resto fin da subito sapevamo che sarebbe servito per arrivare alla finitura del porto. Insomma, seppur a fronte di tante difficoltà siamo arrivati a chiudere il percorso presentandoci con una proposta che garantisce la mission per cui è nata la società».

«Si chiude un percorso tutt’altro che semplice», afferma il presidente Matteoli. La sottolineatura trova la sua evidenza anche nei tempi con cui si arriva all’assemblea straordinaria. «Può apparire scontato, ma ci arriviamo presentando una proposta che ci dà garanzie per i soci – dice –, che avranno le necessarie infrastrutture per vivere il porto, per il circolo nautico e i settori sportivi». La proposta di contratto sarebbe anche supportata da una garanzia sull’impegno di acquisto a favore della Porto Spa.

C’è anche una seconda strada. Ed è la proposta di aumento del capitale sociale a pagamento, in forma inscindibile, per un totale di 27 milioni di euro, dai 3.882.647,16 euro attuali a 31.061.177,28, mediante emissione di azioni ordinarie del valore nominale di 5, 16 euro da offrire in opzione agli azionisti in proporzione al numero di azioni detenuto e da eseguire entro il 30 aprile 2019. Ma sarà oggetto di confronto e voto in assemblea solo se la prima non incontrerà i favori degli azionisti. Al tavolo del Cda non ci sono dubbi: «Ci aspettiamo che le operazioni di disturbo, tra l’altro senza aver preso conoscenza delle proposte sul tavolo, aumentino con l’approssimarsi della data dell’assemblea. In tempo utile per il 10 febbraio metteremo tutti i nostri soci in condizione di arrivare informati all’appuntamento. E quello sarà il luogo per chiedere approfondimenti, conoscere e decidere». E si punta il dito verso quella che viene bollata come «un’attività di disorientamento». Il riferimento è al comitato promosso da alcuni soci che non condividono l’attuale gestione. «Abbiamo un sito ufficiale della Porto di Cecina e delle pagine riservate agli azionisti. Non abbiamo niente a che fare con quel comitato, che è un’iniziativa di una ristretta minoranza di soci». —

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