Sicurezza
Discariche a cielo aperto tra le dune a ridosso delle Spiagge Bianche
Viaggio del Tirreno alle spalle dell’arenile, dove si trovano ombrelloni, buste e bottiglie a poche decine di metri dal mare
ROSIGNANO. Ombrelloni rotti, sdraio e sedie, ma anche decine di bottiglie e grandi sacchi di plastica. Questi alcuni dei materiali che, accumulati, formano una vera discarica a cielo aperto tra le dune immediatamente a ridosso dell’accesso principale all’arenile delle Spiagge Bianche. Tutta la zona, formata da collinette di sabbia su cui si abbarbica la tipica vegetazione dunale - dai grandi mazzi di ammofila arenaria a ridosso dell’arenile, per passare, più a monte, alla macchia mediterranea - è costellata di rifiuti. Che, con il passare del tempo e l’effetto del vento e delle mareggiate, risultano parzialmente coperti di rena.. Siamo alle Spiagge Bianche, tra Rosignano e Vada, sulle dune che, dopo aver percorso la strada che parte dal grande parcheggio in zona Galafone, si estendono ai lati del viale di accesso principale che conduce all’arenile. Dune di rena sottile e chiara, che costituiscono una parte fondamentale dell’ecosistema marino, e proteggono la costa dagli effetti delle mareggiate.
Il Tirreno è andato a vedere le condizioni dell’habitat dunale. Basta arrampicarsi sulle pendici di queste colline per imbattersi in cumuli di materiali abbandonati. Sulla destra dell’accesso alle Spiagge Bianche, alle spalle del punto azzurro, è ben visibile una vera discarica. In una sorta di avvallamento della sabbia, parzialmente nascosto dai ciuffi scomposti delle piante, ci si imbatte in una catasta di oggetti. Pezzi di ombrelloni, sdraio e brandelli di tende da campeggio, ma anche pali di ferro e grandi buste di plastica azzurra e cuscini. Dalle condizioni in cui si trovano questi oggetti è facile ipotizzare che siano stati abbandonati sulle dune da mesi, probabilmente al termine della passata stagione estiva.
Non va meglio proseguendo la passeggiata nella zona retrodunale, dove tra i ginepri spunta di tutto. Qua e là ci sono ci sono centinaia di buste, bottiglie e lattine. E tra gli arbusti appare anche un box frigo di quelli che si portano sulla spiaggia per conservare bevande e alimenti.
Insomma sembra che tanti degli oggetti che abitualmente vengono utilizzati sulla spiaggia nel corso della stagione estiva siano stati abbandonati pochi metri più a monte, dove gli arbusti segnano il confine fra l’arenile e i campi retrostanti le Spiagge Bianche. Impossibile capire come questi cumuli di rifiuti siano finiti tra la vegetazione: forse turisti o ambulanti poco rispettosi dell’ambiente hanno pensato di “liberarsi” di vecchie attrezzature da mare abbandonandoli tra piante e arbusti.
Certo è che i materiali che “infestano” l’ambiente dunale rischiano di radicarsi e di essere lentamente ricoperti dalla rena. E non rappresentano un fattore positivo per l’area, né dal punto di vista ambientale né da quello dell’immagine turistica della zona. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
