Finanza
Il candidato di Cecina? Modello Pizzarotti
Nasce il comitato "Italia in Comune" che si ispira al sindaco di Parma. Ecco chi è coinvolto
CECINA. Ora che c’è una corsa al civismo, a sinistra a destra, ecco che a Cecina spunta chi del civismo vuole essere il collettore. O il catalizzatore, se si vuole.
Perché quando chiediamo a Massimo Artini, deputato ex 5 Stelle ed ora con Pizzarotti a capo di Italia in Comune (il movimento dei sindaci), cosa si vuol fare a Cecina e sul territorio, di questo progetto, spiega: «Vediamo. Noi ci mettiamo l’energia e un po’ di idee che arrivano dalle esperienze di buona amministrazione. Dipende dalla risposta che ci sarà».
La risposta, intanto, è un incontro al Dan Kafè che insieme all’onorevole del Valdarno (referente toscano di Italia in Comune), vede in campo un architetto di Casale Marittimo, Tommaso Agujari, che dopo un’esperienza professionale “global”, è tornato nel comune pisano per allestire “Il Frantoio delle Idee” , un libero pensatoio liberal. E soprattutto Enrico Cerri, geometra, libero professionista che in questo progetto ci ha messo la faccia, intanto, per riunire persone ed idee.
Ad ascoltare ci sono l’ex sindaco Renzo Cioni, l’ingegner Luciano Niccolini già a capo del polo tecnologico Magona, l’ex preside del Fermi Giuseppe Franceschi, i consiglieri comunali civici Pamela Tovani e Alessandro Lucibello Piani, il candidato a sindaco civico di Rosignano Paolo Bini, Giacomo Cantini ex consigliere che oggi sostiene la lista Marabotti a Rosignano, alcuni professionisti cecinesi. C’è molta curiosità.
Presenterete un candidato vostro, o semplicemente sosterrete un civico?
Artini è franco. «Dipende». Intanto quella di ieri, ricorda, è stata la prima riunione. Ma da qui a 10 giorni Agujari, Artini e Cerri si rivedranno per costituire un comitato locale.
L’impressione è che – con alcuni candidati già in pista in bassa val di Cecina – l’operazione di Italia in comune col Frantoio delle Idee sia quella, intanto, di mettere a disposizione uno strumento. Che nasce – spiegava l’ex deputato grillino – da un’esperienza concreta di buon governo, quella del sindaco Pizzarotti a Parma, che “ha dimezzato il debito del comune senza rinunciare ad incrementare servizi e turismo”. E da un movimento dei sindaci – Italia in Comune – fondato dal primo cittadino di Cerveteri Alessio Pascucci.
A sposare l’idea, oltre a Cerri, è stato Agujari che ha citato l’esperienza civica di Casale Marittimo, in vita ormai da 25 anni, e che si è detto favorevolmente impressionato da un movimento che mette in testa “soggetti riconoscibili”, recuperando una forma di democrazia in cui si riconosce un candidato per le sue capacità e il suo rapporto col territorio. Cerri, che ha conosciuto Pizzarotti tramite l’impegno nei Veterani dello Sport nazionali (il presidente è parmense), traccia le direttrici di un progetto che deve avere un approccio quotidiano (problemi dei cittadini), ma anche una strategia ed uno sviluppo. E cita il lavoro fatto negli ’80 dall’ex sindaco Renzo Cioni (presente) nel pensare un Piano Regolatore coordinato tra i comuni della Bassa Val di Cecina poi naufragato tra “veti e personalismi”.
Idee? «Rilanciare l’area dei laghetti della Magona, una parte a parco, l’altro collegata con un ponte con l’area commerciale ed artigianale dove sorgerà il nuovo Conad». Per Artini la Toscana, e la bassa Val di Cecina, hanno grandissime potenzialità. Ma si deve investire in infrastrutture. Il sindaco? Pensare non più a compartimenti stagno ma ad “ambiti”. L’obiettivo di Italia in comune è non disperdere un’esperienza civica autentica, ora che il civismo è diventato un mantra di chiunque si appresti (o ci provi) a governare una comunità locale. —
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