Sicurezza
Porto, vendita beni o aumento di capitale
Cecina. La scelta viene rimessa agli azionisti convocati in assemblea straordinaria il 10 febbraio
CECINA. Due strade. L’una è alternativa all’altra. A metterle sul tavolo è il consiglio di amministrazione (Cda) della Porto di Cecina Spa dopo mesi di attese. Le direzioni per una svolta alla crisi che sta minando la continuità aziendale della società stanno nei titoli degli argomenti all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci, convocata in seduta straordinaria per il 10 febbraio.
Il 15 luglio 2018 i soci avevano acconsentito alla richiesta del Cda di differire l’approvazione del bilancio 2017 entro la fine del 2018. Qualche settimana o mese in più non sposta i termini del problema. Servono certezze sulla continuità aziendale altrimenti lo scenario sarà la messa in liquidazione della Porto Spa. E queste certezze possono arrivare dalla scelta di imboccare l’una o l’altra strada. Solo dopo si potrà pensare alla convocazione di un’assemblea ordinaria per valutare nella giusta prospettiva economica le poste del bilancio 2017. Due gli aspetti che reclamano una svolta: la forte tensione finanziaria, per l’indebitamento verso le banche e i fornitori, e la mancanza di certezze sull’esito delle operazioni in essere sul comparto immobiliare e il completamento del porto.
Stando all’avviso di convocazione gli azionisti sono convocati in prima convocazione il 9 febbraio alle ore 21 nella sede sociale e in seconda domenica 10 febbraio alle 9,30 al Cinema Tirreno. In apertura dei lavori a tracciare lo stato dell’arte di una situazione che a luglio aveva definito grave sarà il presidente della Porto Spa Giuliano Matteoli. Doopo la sua relazione si passerà alla prima delle due soluzioni. E l’ordine nella convocazione non è casuale.
Il Cda propone ai soci di approvare la proposta di acquisto di rami di azienda “costituenti l’attività di costruzione e gestione del porto e degli altri rami collegati”. Dentro potrebbe starci un po’ di tutto. Sicuramente il comparto immobiliare, con cui c’è già un preliminare con la società veicolo Peverell Holding Ltd. E sembrano essere questi gli interlocutori che avrebbero allargato i loro interessi su altri comparti: il cantiere nautico e gli spazi dedicati ai grandi scafi. Insomma, un pacchetto di beni sufficiente a chiudere le esposizioni debitorie della Porto Spa e a garantire la finitura di ciò che resta in capo alla società.
L’alternativa è la proposta di aumento del capitale sociale a pagamento, in forma inscindibile, per un totale di 27 milioni di euro. Ovvero dai 3.882.647,16 euro attuali a 31.061.177,28 mediante emissione di azioni ordinarie del valore nominale di 5,16 euro da offrire in opzione agli azionisti in proporzione al numero di azioni detenuto e da eseguire entro il 30 aprile 2019. —
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