Il dolore
Orari sballati dei parcometri del centro
Cecina. Il risultati del tour di verifica nelle principali strade Nuovo Futuro: «Non c’è alcun rischio di sanzioni»
CECINA. Che ore sono? Meglio non chiederlo ai parcometri installati a Cecina. Le segnalazioni da parte dei cittadini di orari sballati trovano conferma dal tour de Il Tirreno in alcune delle principali vie del centro dove vige il regime di sosta a pagamento.
Cominciamo da via Pascoli. Al nostro arrivo verifichiamo l’ora esatta sullo schermo del cellulare, sono le 14,11. Ma la macchinetta segna le 12,32. Lo scarto tra la realtà e l’orologio del parcometro di un’ora e 39 minuti. E lo diciamo subito: è il caso più eclatante. Magari hai fretta. Nell’apparecchio hai inserito gli unici spiccioli che hai in tasca. Quanto basta per garantirti un’ora di margine per le commissioni in centro. E invece ti ritrovi con in mano un ticket che è già scaduto. Ma si tratta del caso che deve preoccupare di meno di altri gli automobilisti. L’evidenza è tale che la sanzione non reggerebbe alla prova dei fatti.
Proseguiamo con i due parcometri in via Diaz: il primo fa le 14,31, quando in realtà sono le 14,17; il secondo segna le 14, 29 mentre l’ora effettiva indica le 14,18. Insomma, si tratta di scarti oltre i dieci minuti: quattordici nel primo caso e undici nell’altro. In corso Matteotti una macchinetta è in perfetto orario, le altre ritardano o anticipano “solo” di uno o due minuti, mentre su viale Marconi il parcometro fa le 14,35 contro le 14,20 effettive. In via Buozzi il parcometro è dieci minuti in avanti, sono le 14,20 ma segna le 14,30. Il nostro breve viaggio si chiude in via Francesco d’Assisi: sono le 14,35 mentre il parcometro indica le 14,30.
La scarsa precisione, oltre a disorientare gli automobilisti, può incidere sulle tasche dei cittadini. Se per esempio introduciamo un euro per i sessanta minuti in via Diaz, dove l’apparecchio è avanti di quattordici minuti sul lato 1 e di undici sul lato 2 della strada, il ticket che riceviamo indica la fine della sosta oltre l’orario effettivo di quella di cui dovremmo godere. E così accade in tutte le zone dove i parcometri hanno le lancette dell’orologio spostate in avanti rispetto all’ora solare.
Diverso è il caso in cui l’orario della macchinetta sia indietro. In questo caso a rischio è l’automobilista che pur pagando per una sosta di 60 minuti in realtà parte di quel tempo viene eroso in partenza. Per esempio, in via Francesco d’Assisi si perdono cinque minuti rispetto all’orario di effettivo pagamento. Un danno se si pensa che salvo buon cuore degli ausiliari del traffico non ci sono minuti di tolleranza.
Chi procede per la sanzione, su quali orari si basa e come mai l’ora è così ballerina? A chiarire le modalità operative è il responsabile del servizio per la cooperativa Nuovo Futuro Marco Buti. «Si tratta di macchinari che vengo programmati – precisa –. Gli ausiliari del traffico quando arrivano in una via soggetta a sosta a pagamento per prima cosa verificano il corretto funzionamento del parcometro. Se vengono accertati malfunzionamenti o si verificano dei problemi le sanzioni non vengono fatte».
Dalla centrale operativa della coop che è possibile contattare per informazioni e assistenza via telefono, i numeri sono sul frontespizio di tutte le macchinette, chiariscono che tra gli orologi dei parcometri si possono presentare dei minimi disallineamenti di orario ma che gli operatori effettuano con regolarità il controllo dell’ora riportata dalle apparecchiature e qualora viene riscontrata un’incongruenza, la stessa viene prontamente allineata a quella di riferimento. —
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