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Marco Melosi dice addio al suo progetto civico

Maria Meini
Marco Melosi dice addio al suo progetto civico

Il veterinario: «Mi sarebbe piaciuto candidarmi a sindaco ma non per i partiti» Impegni professionali, mancanza di tempo e quell’uscita di Gasperini...

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È una dichiarazione d’amore e insieme un addio, quello di Marco Melosi, al progetto politico appena abbozzato: correre alle prossime elezioni comunali per diventare sindaco. «Costruire una lista civica per Cecina era il mio sogno, e lo è ancora - dice il veterinario - ma non ci sono le condizioni. Peccato, perché mi piacerebbe un casino...» Melosi, veterinario di lungo corso, a capo di una clinica (a Palazzo al ponte) dove lavorano dieci professionisti, è presidente dell’Ordine provinciale dei veterinari e ricopre incarichi all’interno dell’Anvi (l’associazione nazionale veterinari) che lo portano spesso a Roma, nella sede del Ministero. Insomma è veterinario a tempo pieno. «Fare il sindaco di Cecina - commenta - richiede lo stesso tempo, perché un sindaco deve stare in mezzo alla gente, deve essere sempre disponibile. Non posso fare bene le due cose insieme».

Ma andiamo per ordine. Il nome di Marco Melosi è uscito sulla ruota dei papabili per il centrodestra una ventina di giorni fa. Melosi ha subito precisato che la sua era - e sarebbe stata - una candidatura civica. «Mi ha cercato Paolo Barabino - dice - così come altri partiti politici, dai 5 Stelle al sindaco Lippi. Barabino era d’accordo ad appoggiare come Forza Italia una mia lista civica, fatta di persone svincolate dai partiti. Come ho detto subito, il mio obiettivo era dare un contributo a cambiare la città, non perché le cose vadano male, a Cecina si sta bene, ma perché persone nuove hanno un occhio diverso e si pongono prospettive nuove, che mettono in gioco energie finora inutilizzate. Purtroppo Gasperini si è messo contro questo progetto, quando ha dichiarato che un candidato civico va bene purché rispetti le idee di Salvini. Ma allora che civico è? Questa per me non è una condizione percorribile.

«Barabino, dovendo fare una candidatura unica per il centrodestra, si è bloccato. E per fare una lista ci vuole tempo, che io da solo non ho. Io al primo posto del programma avrei messo il sociale, il diritto alla salute, il diritto al lavoro, il turismo perché porta lavoro. Invece i due schieramenti, sia Lippi che Gasperini, mettono al primo posto la sicurezza, le telecamere, ma questo non è il primo problema per Cecina. Peccato, forse tra 5 anni...» —



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