Attenzione
L’Inail condannata a risarcire la vedova di un operaio Solvay
Rosignano, la Corte d’Appello ribalta la sentenza di primo grado. L’azione legale promossa dall’avvocato dell’Ona
CECINA. Malattia professionale, dovuta all’esposizione all’amianto. Ribaltando la sentenza di primo grado la sezione Lavoro della Corte di Appello di Firenze ha condannato l’Inail a risarcire l’indennizzo nei confronti di Giuseppa Cucchiara, vedova di Franco Ponsi. La sentenza stabilisce a carico di Inail i ratei maturati dal 6 agosto 2004 e condanna l’ente anche al saldo delle spese processuali.
Ne dà notizia l’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) che da anni segue decine di casi di lavoratori che hanno contratto patologie correlate all’esposizione ad amianto. In particolare, il caso di Franco Ponsi, era stato seguito direttamente dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona e legale della famiglia. «Franco Ponsi - scrive in una nota l’Ona - era affetto da cancro al polmone e aveva lavorato nell’impianto Solvay di Rosignano. Successivamente è deceduto. Solo molti anni dopo la vedova è venuta a sapere che tale neoplasia aveva avuto origine dall’esposizione ad asbesto per motivi professionali e si era affidata all’avv.
Ezio Bonanni, il quale ha promosso l’azione giudiziaria nei confronti dell’Inail». Lo Sportello Amianto Ona Rosignano, coordinato da Massimiliano Posarelli e da Antonella Franchi, con il sostegno legale dell’avv. Ezio Bonanni, ha promosso a partire dal 2010 più di 200 azioni nei confronti dell’Inail, molte delle quali a buon fine in sede amministrativa, altre in sede giudiziaria. «Alcune pronunce giudiziarie - spiega l’associazione - erano state però negative ed è per questo motivo che Ona ha perseverato con azioni di impugnazione presso la Corte di Appello di Firenze». L'avvocato Ezio Bonanni, presidente Ona, tornerà a Rosignano domenica 29 gennaio alle 10, per una assemblea pubblica al centro Rodari in via della Costituzione. L'Ona denuncia da tempo «il picco di mortalità tre volte superiore alla media nazionale, registrato nell'area di Livorno: 152 casi di mesotelioma, il tumore per eccellenza dell'amianto killer, su 156mila abitanti in quindici anni, dal 1993 al 2008. La zona di Livorno è la ventisettesima città in Italia per numero di malati e di morti da amianto. Sei casi ogni 100mila abitanti contro una media nazionale di 2 casi ogni 100mila abitanti».
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