Il Tirreno

il caso 

Schiume lungo la spiaggia del Lillatro il sindaco scrive alla società Solvay

Alessandra Bernardeschi

Franchi: «Analisi dettagliata del fenomeno, l’azienda deve porci rimedio». Sopralluogo di Arpat dentro lo stabilimento

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ROSIGNANO. Sul fenomeno schiume al Lillatro accaduto tra sabato e domenica e portato alla luce dal Tirreno, il sindaco Alessandro Franchi ha inviato una lettera alla direzione del stabilimento Solvay. Una lettera con cui il primo cittadino chiede all’azienda di fare chiarezza su questi eventi e di mettere in atto provvedimenti. «Il fenomeno attuale, da una prima ispezione, sia per la natura dei materiali che per il luogo, è stato assimilato a quello avvenuto, sempre al Lillatro, nell’ottobre scorso - ha detto Franchi - in occasione del precedente episodio l’Arpat aveva svolto una analisi accurata dei campioni prelevati; analisi dalla quale era emerso che il solido contenuto nel schiume aveva una composizione similare al solido contenuto nello scarico industriale Solvay e pertanto non vi erano elementi necessari per ritenere che tali sostanze avessero origini diverse da quelle scaricate dallo stabilimento». Senza attendere l’esito di ulteriori analisi e partendo dai risultati di ottobre resi noti da Arpat il sindaco ha inviato una lettera a Solvay dove «chiedo - dice -chiarimenti sulle possibili cause del fenomeno e sulle misure messe in atto per evitare la formazione di schiume a partire dalle sostanze scaricate dal Fosso Bianco. Ho chiesto anche di realizzare quanto prima interventi per evitare il ripetersi di questo fenomeno. Non è possibile - prosegue Franchi - che questa problematica continui a ripresentarsi periodicamente pertanto è necessario che Solvay analizzi in modo accurato le cause che determinano il fenomeno e soprattutto che vi ponga rimedio, sottoponendo quanto prima all’amministrazione e agli organi competenti interventi concreti per evitare che casi del genere si ripetano in futuro». La lettera inviata alla direzione dello stabilimento Solvay «è stata inviata per conoscenza - ha detto il sindaco - anche ad Arapt anche al fine di un prossimo confronto con entrambi i soggetti». Poi Franchi ha fatto un appello ai cittadini chiedendo collaborazione: «Chiedo, qualora siano testimoni di fenomeni di impatto ambientale, di telefonare sempre al centralino della polizia municipale, ai carabinieri oppure alla Capitaneria di porto». Intanto non sembra scemare il fenomeno. Ieri mattina i tecnici dell’Arpat, quelli del Comune e i rappresentanti della Capitaneria di porto hanno eseguito un sopralluogo.

Arpat fa sapere di aver prelevato «campioni di acqua di are presso la scogliera a nord dello scarico dello scarico generale Solvay per la ricerca di parametri tossicologici e materiale biancastro per le analisi chimiche e la valutazione di tossicità». Non solo Arpat precisa che «il sopralluogo è proseguito all’interno dello stabilimento Solvay, con acquisizione di informazioni di eventuali anomalie sugli impianti da venerdì 11 gennaio a ieri e richiesta di documentazione inerente le registrazioni prescritte in autorizzazione». Solvay, come si legge nel comunicato diffuso ieri sera da Arpat « ha dichiarato che non si sono verificate anomalie nelle giornate precedenti il sopralluogo e che non vi sono state segnalazioni del personale di presenza di materiale trattenuto alle panne sul Fosso Bianco». —

Alessandra Bernardeschi

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