Il Tirreno

il caso 

«Morso da un serpente? Non è andata proprio così»

Matteo Scardigli
«Morso da un serpente? Non è andata proprio così»

Un professionista livornese racconta l’episodio che lo ha visto protagonista «Ho dei rettili ma sono andato in ospedale per un motivo del tutto diverso»

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«Sono andato a Cisanello per un infortunio che non ha a che fare con gli animali» puntualizza al Tirreno un professionista livornese che è stato protagonista di un incidente. «Venerdì sono stato ricoverato, ma non perché sono stato morso da un serpente velenoso».

Di certo c’è che l’uomo si è recato al Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di Cisanello a Pisa e che nella sua casa a Livorno possiede rettili alcuni dei quali tutt’altro che innocui. Ma tra questi due fatti, sostiene, non ci sarebbe alcun collegamento. A suo dire, è andato in ospedale per un infortunio a un braccio che nulla ha a che vedere col morso di un serpente.

Il qui pro quo sarebbe stata causato, così racconta, dall’agitazione della compagna, che conoscendo la passione dell’uomo per i rettili – che in passato lo avevano ferito – quando ha constatato che il braccio di lui si stava gonfiando non avrebbe voluto sentire ragioni: «Andiamo a Cisanello». E il compagno, per toglierle ogni dubbio, ha acconsentito. Poi, una volta arrivati al presidio ospedaliero pisano, sarebbe stata ancora lei – racconta l’uomo – ad allontanarsi per suggerire l’ipotesi “morso” ai medici. In effetti il gonfiore c’era e per essere più tranquillo ha accettato di rimanere in osservazione fino al giorno dopo. «Ma io non sapevo niente di ciò che lei aveva riferito ai dottori, e quando me lo ha detto sono rimasto contrariato. Ma se fossi entrato in contatto col veleno di un serpente oggi non sarei certo qui, e anche in caso di dry bite (morso a secco, ndr) avrei preso le dovute precauzioni. Sto benissimo, tant’è che ho subito ripreso il mio lavoro», spiega lui. Che poi nega di aver rifiutato l’antidoto contro il veleno. «Assolutamente no – dice al telefono del suo studio – ho ricevuto solo un trattamento a base di cortisone e flebo. Siamo andati a Cisanello e sono rimasto lì per accertamenti solo per rassicurare la mia compagna, che sapeva di episodi del passato, e darle la certezza assoluta che il venerdì non ero stato morso da un serpente velenoso».

Una tesi supportata anche dai colleghi collezionisti di specie esotiche: «Quando si è sparsa la voce che ero stato morso da un cobra reale – sottolinea – non riuscivano a credere che io fossi ancora vivo. E invece, ripeto, sto bene, guido e sono tornato all’opera». Resta il fatto che sulla porta del luogo dove il professionista livornese lavora, ieri è comparso un messaggio scritto a mano che rimandava tutti i suoi appuntamenti.

Un eccesso di zelo da parte di un collega fin troppo premuroso, a quanto pare: «Gli ho solo detto che avevo avuto un imprevisto e che non sapevo quando sarei riuscito a rientrare», conclude ancora lui. —

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