Sicurezza
Mobilitazione civica c’è la chiamata del coordinamento per l’ospedale
Tra vecchi problemi e promesse rimaste sulla carta «Serve una forte vigilanza per salvare il presidio»
«L’ospedale è salvo, e questo è il risultato della vigilanza attuata per mantenere invariati i livelli di cura e attività». L’assessore con delega alla Sanità Danilo Zuccherelli, nella giunta di Samuele Lippi da giugno 2018 con il quinto rimpasto a seguito delle dimissioni di Federico Cartei, dà voce al giudizio in positivo della maggioranza nel tracciare il bilancio di fine mandato dell’amministrazione di Cecina. Ma l’effetto è quello di dare fuoco alle polveri del Coordinamento in difesa dell’Ospedale di Cecina con il presidente don Reno Pisaneschi e il portavoce Giuseppe Gallelli.
«E meno male che il nostro ospedale “è salvo” come afferma l’assessore Zucherelli – dicono don Reno e Giuseppe Gallelli –. Purtroppo, non è informato sulla situazione». L’assessore, che prima della pensione nel 2015 è stato direttore sanitario nella équipe di vertice dell’Asl prima di fare la valigia e andare a Grosseto con lo stesso incarico, non fa nomi ma quelli del Coordinamento si sentono tirati per la giacca. «Abbiamo messo a tacere coloro che hanno sbraitato per anni che l’ospedale di Cecina sarebbe diventato un ambulatorio – ha detto Zuccherelli –. Inoltre, abbiamo rilanciato con a nuova società della salute Valli Etrusche, confermando Lippi presidente, e abbiamo messo a reddito parte del finanziamento di 400mila euro, utilizzandolo per il trasporto dei malati in cura radioterapica».
Parlano a un’unica voce don Reno Pisaneschi e Giuseppe Gallelli. «Tutti i reparti dell’ospedale sono in grave sofferenza: dalle sale operatorie all’ortopedia, dalla ginecologia e ostetricia alla radiologia, dall’oculistica alla cardiologia, dal pronto soccorso al reparto materno infantile e al reparto cure riabilitative funzionali per i disabili». Insomma, l’elenco di ciò che non va o potrebbe essere migliorato è lungo. Tra i temi anche «tutte le attese al Cup, sia per prenotare una visita specialistica che un esame strumentale, raggi X, ecodoppler, tac, risonanza magnetica, ecografie, superano ampiamente le indicazioni dei tempi regionali».
Chiedono certezze e tempi sull’apertura di un quarta sala operatoria a Cecina, «che è ancora da realizzare». E parlano di progetto naufragato quello che si proponeva di fare dell’ospedale «un centro di riferimento per l’elettrofisiologia. Il medico specialista in elettrofisiologia è stato trasferito in Liguria e ad oggi, per fare impianti di pacemaker, viene una cardiologa dell’ospedale di Massa un giorno alla settimana. I pazienti che hanno bisogno negli altri giorni devono accomodarsi su un’ambulanza e viaggiare per Livorno o Pisa».
Dito puntato sul pendolarismo per gli interventi chirurgici minori. «La Asl ha messo in atto un sistema che costringe i pazienti di Cecina ad andare a Piombino, soprattutto se traumatizzati anziani e disabili. Una assurdità gestionale e umana per i gravi disagi che arreca ai pazienti, alle famiglie e alla stessa Asl».
C’è il tema delle cure e dei servizi per i disabili che «soffrono gravi disagi per la mancanza di cure riabilitative funzionali, dato che tutti i pazienti cronici sono esclusi dai trattamenti riabilitativi». E chiedono certezze sul mantenimento dell’ufficio protesi e sull’esigibilità dei presidi garantiti dai livelli essenziali di assistenza.
Il Coordinamento torna a battere anche il tasto di una sala Emodinamica. «È necessaria per curare gli infartuati gravi, ma è sparita dall’orizzonte del nostro ospedale, nonostante la richiesta civica, con numerose firme, alla Regione, sottoscritta anche dal sindaco e da altri consiglieri comunali». Argomento a cui si aggancia quello della ristrutturazione del 118. Che a detta dei due esponenti del Coordinamento «non prevede più medici a bordo delle ambulanze». E aggiungono: «Apprendiamo che a Cecina e a Rosignano, oltre le due ambulanze con medico a bordo, una a Cecina e l’altra a Rosignano, fino a quando saranno garantite, non sono più previste le ulteriori due ambulanze, con medico a bordo, riservate al soccorso degli infartuati gravi del territorio, come più volte promesso». E concludono: «Altro che ospedale salvo, se non ci fosse stata la vigilanza e la mobilitazione da parte del Coordinamento in difesa dell’ospedale e del Comitato di salute pubblica, il nostro ospedale avrebbe già fatto la fine di quello di Rosignano. Riteniamo che solo una grande mobilitazione civica possa, ormai, salvarlo». —
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