Gioco
Addio a Marina, volto luminoso dell’Osteria Magona a Bolgheri
Castagneto, aveva 38 anni, da più di quattro combatteva contro la malattia Con il marito Omar Barsacchi ha portato al successo il locale sulla Bolgherese
. Ha lottato come una tigre fino alla fine. Non ha mai ceduto un attimo alla tristezza, fiera, forte, solare, piena di vita. Attaccata alla vita. Quella vita che Marina Cesarini a 38 anni è stata costretta a lasciare. Aveva un cancro da 4 anni e 7 mesi e lo aveva affrontato con coraggio, determinazione, non si è mai piegata alla malattia, anzi dava forza agli altri, ai suoi cari e agli amici. Una donna e una madre esemplare. Era l’anima dell’Osteria Magona, sulla strada Bolgherese, a Bolgheri, che con Omar Barsacchi, il marito, aveva portato al successo diventando un punto di riferimento per la ristorazione toscana e non solo.
Marina era sempre lì dietro al banco ad accogliere i clienti, Natale, Capodanno, non si tirava mai indietro. Col sorriso sulle labbra. Era appena tornata da una vacanza con la famiglia a Dubai, l’ultima. Era felice. Se n’è andata in una settimana subito dopo la chiusura per ferie del ristorante.
Un addio, il suo, discreto. Come era lei, una persona che non stava mai in prima linea. Diceva che nella vita aveva ottenuto tutto quello che voleva. Le bastavano la famiglia e il lavoro, gli amici. Era una grande lavoratrice, instancabile, nemmeno le cure invasive che negli anni aveva consumato erano riuscite ad allontanarla da suo posto, tra i tavoli dell’Osteria.
Amava leggere Marina, la sua casa era piena di libri, una grande passione che si portava dietro da sempre. Nei momenti di pausa, la sera si portava sempre dietro i libri. Aveva frequentato la scuola alberghiera dove aveva conosciuto Omar. E da lì non si erano più lasciati. Un legame forte e un figlio Rocco, che amava sopra ogni cosa. Spesso li vedevi camminare lungo la via Bolgherese a raccogliere asparagi, in stagione, o semplicemente per stare all’area aperta. Lei che amava così tanto la natura, i tramonti.
Marina se n’è andata via in pochi giorni, rapida, la sera del 10 gennaio. Non ci sarà nessun funerale, lei voleva essere cremata. E voleva che tutti la ricordassero sorridente e felice perché lei la malattia l’aveva vinta con la sua gioia di vivere e di amare fino all’ultimo giorno. Era amata da tutti, era diventato un esempio di tenacia, aveva un carattere d’oro. Una famiglia unita e molto conosciuta la sua, a Cecina, il padre Dino era l’ex comandante del Corpo Forestale, poi c’è mamma Bruna e la sorella Lucia.
«Addio stella, voglio ricordarti per sempre così – l’ha salutata il marito Omar sulla pagina Facebook dell’Osteria giovedì notte – una donna di altri tempi, troppo onesta e pura per continuare a stare su questo mondo. Non credo di essere stato alla tua altezza, ma sono felice di esserti stato accanto fino alla fine: 23 anni sono indelebili, rimarrai sempre nel mio cuore». —
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